Blocco dei camion in Campania, ortofrutta e latte verso il macero: mozzarella di bufala sparita dagli scaffali
Giovedì mattina i trattori di Coldiretti marceranno lentamente verso Napoli per arrivare in via Santa Lucia, davanti alla Regione Campania. Il tema dei coltivatori diretti della Campania non è solo il caro carburante con tutto ciò che ne consegue: la crisi arriva da lontano e inizia col conflitto in Ucraina e l'impennata alle stelle del costo dei fertilizzanti, cui si è aggiunto quello del gasolio.
Ora c'è un'altra emergenza: col blocco degli autotrasportatori che dura da giorni, i frutti della terra e i derivati come i prodotti caseari, stanno marcendo. Ortaggi, frutta, latte, ma anche i fiori freschi vanno verso il macero e lasciano vuoti gli scaffali. Coldiretti spiega a Fanpage qual è la situazione: chi produce ortofrutta in questi giorni si trova in una situazione critica, gli autotrasportatori non stanno andando a ritirare la merce presso alcune aziende, e così gli ordini vengono annullati. I supermercati, non potendo ricevere i prodotti, hanno messo in stand-by le commesse, e le aziende agricole si ritrovano con le celle frigorifere già piene. Alcuni prodotti addirittura non vengono più raccolti, perché non ci sarebbe spazio per conservarli. Il rischio, soprattutto per i prodotti più delicati, è di perderli, perché si deteriorano rapidamente. Intanto negli scaffali dei supermercati si cominciano a vedere i primi vuoti e i pomodori, in giro, non ce ne sono quasi più.
Gerardo Rusciano, agronomo, spiega: «I produttori zootecnici, parliamo degli allevamenti di vacche e di bufale tra il Casertano e il Salernitano, sono in ginocchio. Il problema è semplice: vacche e bufale devono essere munte due volte al giorno, ma non c’è modo di distribuire il latte perché i camion vengono fermati. Il prodotto, di fatto, sta andando perso, e non può essere congelato, pena la perdita della DOP. Per queste aziende il danno è enorme. Stessa situazione per frutta e verdura. La frutta riesce a conservarsi un po’ di più, mentre la verdura, per chi la distribuisce, sta diventando invendibile: ci si ritrova con la merce rovinata. Le aziende, insomma, sono allo stremo». Pur comprendendo le ragioni della protesta, i produttori chiedono che vengano garantite delle soglie minime di circolazione, perché altrimenti, è il ragionamento, si rischia di distruggere un intero settore.
L'allarme del Consorzio di Tutela della mozzarella di bufala Dop, segnala come il prodotto scarseggi ormai anche nei supermercati e, soprattutto, come la produzione sia di fatto ferma. «Ad oggi gli allevatori producono latte, ma non riescono a farlo arrivare ai caseifici», spiega il direttore Pier Maria Saccani, e così «da ieri molti caseifici sono chiusi» perché non hanno il latte da trasformare entro le 60 ore previste dal disciplinare. Gli allevatori, intanto, continuano a mungere le bufale ma non sanno dove conservare il latte e non ricevono gli approvvigionamenti per le mandrie. Con la protesta annunciata in prosecuzione, il rischio è di un ulteriore aggravamento. «È urgente un intervento risolutivo del governo, per evitare il panico che già si vede in queste ore», avverte Saccani, che si appella al senso di responsabilità di chi manifesta, chiedendo di lasciar passare i prodotti deperibili «per non innescare una guerra dei poveri».