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Youssef Rama Abdelaziz ucciso a 19 anni a Crema, l’aggressore confessa: “Mi ha attaccato, volevo difendermi”

Ha confessato il 25enne arrestato per l’omicidio di Youssef Rama Abdelaziz, 19enne ucciso a coltellate nel parcheggio di via Cresmiero a Crema: ha ammesso di aver usato il coltello, sostenendo di aver agito per difendersi.
Youssef Rama Abdelaziz
Youssef Rama Abdelaziz

Ha confessato Pape Mamadou Ndiaye, 25 anni, in carcere per l'omicidio di Youssef Rama Abdelaziz, il 19enne ucciso a coltellate lo scorso 11 luglio nel parcheggio in via Cresmiero a Crema. Il ragazzo ha ammesso che il coltello da caccia trovato dai carabinieri nel fiume Adda è il suo e anche di averlo usato contro Youssef.

"Per difendermi", ha sostenuto durante l'interrogatorio di garanzia che si è tenuto questa mattina, mercoledì 15 luglio, nel carcere di Cà del Ferro davanti al gip Elisa Mombelli e il pm Alessio Dinoi che coordina le indagini dei carabinieri. Secondo la sua versione, il 19enne lo avrebbe "aggredito per primo, colpendomi con una catena da bicicletta e spruzzandomi negli occhi spray al peperoncino". Il suo avvocato, Corrado Locatelli, ha chiesto per lui i domiciliari.

Nel corso dell'udienza di convalida sono stati interrogati anche Ahmed El Hadad e Bajron Hoxha, fermati per concorso in omicidio. I loro difensori, i legali Elena Scotuzzi di Brescia e Candeloro Parrella di Palmi, hanno chiesto la liberazione e la non convalida del fermo sostenendo che i loro assistiti fossero sì presenti al delitto, ma che entrambi sarebbero stati "spettatori".

La ricostruzione dell'omicidio

Dagli interrogatori è stata confermata nella sua sostanza anche la dinamica dell'omicidio: Youssef era con i suoi amici al bar per festeggiare la sua assunzione come operaio in un'azienda della Bergamasca. Nel locale c'erano anche i tre indagati. È scoppiata una lite: vecchi conti in sospeso, sempre stando alla versione dei tre, alimentati spesso proprio da Youssef che hanno descritto come "attaccabrighe, violento e pericoloso". A riprova hanno mostrato una chat con diversi messaggi, anche di morte, inviati loro dal 19enne.

In via Cresmiero, nel parcheggio del supermercato, la colluttazione: Youssef si sarebbe avvicinato a Pape Mamadou, gli avrebbe spruzzato lo spray al peperoncino e avrebbe iniziato a picchiarlo con la catena della bicicletta. A quel punto, il 25enne ha impugnato il coltello e sferrato i colpi mortali. Pape Mamadou era già stato condannato con il patteggiamento a 3 anni e 6 mesi per tentato omicidio per aver ferito con un cacciavite un 46enne ai Giardini di Campo di Marte a Crema nel 2018. "Girava con il coltello perché era stato più volte minacciato dagli egiziani", ha spiegato il suo legale.

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