Violenze sessuali su ragazzini degli oratori nel Bresciano, condannato a 5 anni don Ciro Panigara

È stato condannato, in primo grado, a 5 anni di reclusione don Ciro Panigara, il parroco 49enne accusato di violenza sessuale ai danni di sette ragazzini, tra gli 11 e i 13 anni, che frequentavano le parrocchie di Adro e San Paolo (in provincia di Brescia). I capi di imputazione per i quali è finito a processo erano nove, ma il giudice dell'udienza preliminare Stefano Franchioni del Tribunale di Brescia ha disposto il proscioglimento per cinque di loro. Probabilmente per i casi risalenti al 2011 è caduta la prescrizione, ma per le motivazioni bisognerà attendere tre mesi. L'accusa, rappresentata dalla sostituta procuratrice Ines Bellesi, aveva chiesto una condanna a 6 anni e 8 mesi di carcere.
Le indagini erano scattate a seguito di un caso, l'ultimo in linea temporale, che si era verificato a fine dicembre 2024. Panigara, all'epoca sacerdote a San Paolo, era in oratorio insieme ad alcuni giovani per un ritiro di tre giorni. Stando a quanto ricostruito, a uno di loro durante la notte il 49enne di Ghedi avrebbe chiesto di condividere il suo materassino con il sacco a pelo, arrivando a "costringerlo" a toccarlo in alcune parti del corpo. Il mattino seguente, il ragazzino si era confidato con un'educatrice, la quale con altri due colleghi ha parlato della vicenda con il sacerdote che avrebbe poi minimizzato.
Partendo da questo episodio, gli investigatori attraverso le dichiarazioni di presunte vittime e testimoni, le copie forensi dei dispositivi sequestrati e la documentazione acquisita anche in Curia, sono risaliti ad altri sei episodi che si erano verificati tra il 2011 e il 2013 quando Panigara era sacerdote ad Adro. Parrocchia dalla quale il vescovo Luciano Monari lo aveva allontanato a seguito di una serie di segnalazioni che non si sono mai trasformate in denunce.
Panigara si trova agli arresti domiciliari dall'aprile del 2025. Difeso dagli avvocati Paolo Botticini e Massimiliano Piccinelli, è stato condannato in primo grado con rito abbreviato a 5 anni di reclusione per quattro dei nove capi di imputazione per violenza sessuale aggravata. La Diocesi di Brescia con una nota ha comunicato di aver preso "atto, con rammarico per la vicenda, della notizia della condanna in primo grado" ed espresso "vicinanza e solidarietà a tutte le persone coinvolte in questa dolorosa vicenda, che ha provocato e provoca dolore e tristezza nell’intera comunità". Inoltre, ha affermato anche la Diocesi, "rinnova l’impegno, attraverso il Servizio diocesano per la tutela dei minori, ad ascoltare e a prendere in carico le vittime, oltre che a promuovere una cultura della protezione dei minori e degli adulti vulnerabili".