Dopo il botta e risposta con l'assessore alla Sicurezza e vice sindaco di Milano Anna Scavuzzo, questa volta il bersaglio delle affermazioni dell'assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera è il sindaco di Milano, Beppe Sala. Il primo cittadino, prendendo le difese della sua vice, in mattinata aveva definito "ridicole" le affermazioni di Gallera sulla disponibilità dei vaccini antinfluenzali, tema su cui da tempo è in corso una querelle tra Regione Lombardia da una parte e Pd (ma anche Ordine dei medici e farmacisti) dall'altra. "Le fa uno che ha fatto politica senza che nessuno se ne accorgesse per un sacco di anni, e nel momento in cui ha avuto visibilità mediatica ha pensato di candidarsi per fare il sindaco nel mezzo di una pandemia", ha detto Sala, sostenendo che la Regione in questi giorni sta dicendo ai medici "che si devono arrangiare" sui vaccini.

La replica di Gallera è arrivata tramite Facebook: "Agghiacciante, il vice sindaco Scavuzzo e il sindaco Sala vogliono dare i vaccini ai dipendenti comunali sani sottraendoli agli anziani, ai malati di tumore e alle donne incinte e tutto questo per ottenere il loro consenso alle elezioni comunali dell’anno prossimo", ha scritto l'assessore regionale al Welfare. "Ritengo una vergogna assoluta fare campagna elettorale sulla salute dei più fragili – ha aggiunto Gallera -. Smascherata, con riprovazione generale, la mossa elettorale il Sindaco Sala in evidente carenza di ossigeno e di argomenti oggi non ha trovato di meglio, per cercare di coprire la gaffe clamorosa, che insultare rozzamente e volgarmente il sottoscritto oltre a fare affermazioni totalmente prive di fondamento segno di una confusione mentale preoccupante".

Gallera: Sala verrà ricordato per le magliette ‘Milano non si ferma'

Gallera ha poi sottolineato che "tutti i medici di medicina generale sono stati coinvolti dalle ats nella campagna vaccinale antinfluenzale", poi ha di nuovo preso di mira il sindaco: "Per quanto riguarda gli insulti al sottoscritto con grande umiltà rivendico orgogliosamente i tanti anni al servizio della mia città e della mia regione peraltro sempre grazie alla fiducia e al consenso di migliaia di milanesi e lombardi (ricordo a Sala che nel 2018 sono risultato il più votato di tutti i partiti a Milano). L’operato mio e di Regione Lombardia nella più grande pandemia dal dopoguerra che ha travolto la nostra regione quale prima area del mondo occidentale verrà giudicato dalla storia e dagli elettori – ha proseguito Gallera -, quello che è certo è che questo momento drammatico ha fatto emergere l’assoluta evanescenza e inconsistenza del Sindaco Sala che verrà ricordato per le magliette ‘Milano non si ferma', per gli aperitivi sui Navigli mentre si riempivano le terapie intensive e per aver mandato in ferie i vigli urbani durante il lockdown".

Infine, l'ultima stoccata sulla possibile mancata ricandidatura di Sala alle prossime Comunali: "Capisco che vedere crollare la propria immagine di uomo del fare e di successo sia molto doloroso, al punto di decidere di non ricandidarsi per paura di perdere le elezioni, ma in momento ancora critico e delicato per la salute dei nostri concittadini sarebbe necessario una costruttiva collaborazione istituzionale, tuttavia non la si può pretendere da chi nella vita non ha mai agito con ‘spirito di servizio' ma solo per vanità e ambizione personale". Chissà se, adesso, ci sarà un'altra puntata della querelle che si è incendiata in poche ore: di certo, chi pensava che dalla pandemia "ne saremmo usciti migliori", potrà iniziare a recitare il mea culpa dopo questi scambi infuocati tra istituzioni che dovrebbero cercare di lavorare insieme.