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Un amico di Aurora Livoli, uccisa a Milano: “Vorrei che nessuno la dimenticasse, troppe domande sulla sua scomparsa”

Un amico romano di Aurora Livoli, la ragazza violentata e uccisa a Milano il 28 dicembre scorso, ha raccontato a Fanpage.it chi era Aurora, per ricordarla e per chiedere che venga fatta piena luce su quanto le è accaduto.
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Aurora Livoli (foto da Threads)
Aurora Livoli (foto da Threads)

“Quando ho saputo della morte di Aurora, all’inizio non riuscivo neanche a pronunciare il suo nome. Ero pietrificato dal dolore e dall’incredulità. Ho impiegato delle settimane per farlo. Ora mi sento di parlare di Aurora perché vorrei che nessuno si dimenticasse di lei e soprattutto perché le domande che ruotano intorno alla sua scomparsa sono ancora tante. Dal 4 novembre, giorno in cui ha lasciato Roma – con i soli indumenti che indossava – al 28 dicembre, giorno in cui è stata ritrovata morta, dove è stata? Chi l’ha ospitata? Come si è mantenuta in una città cara come Milano? Perché il suo telefono a un certo punto risultava staccato? Davvero lei e il suo assassino non si conoscevano prima? Se c’è anche solo una persona che può ritenersi responsabile moralmente di quanto le è accaduto vorrei saperlo, perché l'uccisione di una ragazza di 19 anni è un’ingiustizia profonda che riguarda e deve riguardare tutti”.

A raccontare a Fanpage.it – chiedendo di rimanere anonimo – è un amico romano di Aurora Livoli, la ragazza violentata e uccisa a Milano il 28 dicembre scorso, il cui corpo è stato ritrovato in un cortile di via Paruta la mattina successiva. Per la morte di Aurora è indagato il 57enne Emilio Velazsco che, fermato pochi giorni dopo, nell’interrogatorio di fronte ai pm avrebbe ammesso di averla violentata e strangolata, anche se, ha detto: non pensavo di averla uccisa.

Chi era Aurora?

Aurora era Aurora. Era una ragazza semplice, tranquilla, mite, senza particolari “grilli” per la testa. Quando era piccola era stata abbandonata dalla madre naturale e per questo è cresciuta in una comunità a Roma, poi è stata affidata a una famiglia, ma l’esperienza non è andata a buon fine. È tornata in comunità e poi finalmente è stata adottata da una coppia di Monte San Biagio, piccolo comune in provincia di Latina. Ero molto felice per lei, finalmente aveva trovato una mamma e un papà che l’amavano e le davano tutto ciò di cui aveva bisogno.

Quali erano le passioni di Aurora?

Ad Aurora piaceva la danza, frequentava un corso da diverso tempo. Le piaceva uscire con i suoi amici, ne aveva diversi sia nel paese in cui viveva sia nei dintorni. Poi studiava all’università, si era iscritta alla facoltà di Chimica. Conduceva una vita normale, come quella di tante ragazze della sua età, sembrava davvero stesse andando tutto bene. Ma forse, dentro di lei, qualcosa era "rotto" e l’ha portata ad allontanarsi da casa diverse volte fino al 4 novembre, giorno in cui avrebbe lasciato Roma per Milano e non tornare più.

Cosa sognava Aurora? Come si immaginava da grande?

Tutte le volte in cui ho parlato con Aurora del suo futuro e le chiedevo cosa volesse fare da grande mi ha sempre risposto “La mamma. Vorrei fare la mamma”, come se fare la mamma fosse un mestiere. Evidentemente per lei sì. Lei che una mamma non l’aveva mai avuta. Lei che ha sempre avuto paura di non essere accettata dalle persone che la circondavano. Lei che aveva un bisogno disperato di farsi volere bene, di essere vista, amata. La mamma, voleva fare la mamma, capisci?

Che cosa ti auguri per lei ora?

Mi auguro che venga fatta piena luce su quanto accaduto, che si cerchi verità e giustizia, che si vadano a rintracciare tutti gli altri eventuali responsabili di questa tragedia. Perché davvero non voglio credere che una ragazza come lei, con grandi fragilità e difficoltà emotive, sia riuscita da sola a scappare da Roma e raggiungere Milano senza preavviso, senza bagagli, senza soldi. Ripeto: chi l’ha ospitata per oltre un mese e mezzo a Milano? Cosa ha fatto o le hanno fatto fare per mantenersi? Nessuno merita quello che le è successo, ma lei proprio no. Aurora rimarrà per sempre nel cuore e ora anche nei colori e nel profumo del cielo fin dalle prime ore del giorno, dall’aurora al tramonto.

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