Uccise il compagno con una coltellata al cuore durante una lite: Stella Boggio potrebbe rischiare l’ergastolo

Nella giornata di mercoledì 21 gennaio 2026, è prevista la discussione del processo davanti alla Corte di Assise di Monza per Stella Boggio. La donna di 34 anni, che lavorava come interior designer in una catena di negozi per l'arredo, è accusata dell'omicidio del compagno Marco Magagna. Il 6 gennaio 2025 l'uomo, un 38enne impiegato di Arese, è stato colpito con una coltellata al cuore durante un litigio nella mansarda che condivideva con la compagna in via Tonale a Bovisio Masciago. È stata la donna a chiamare poi i soccorsi, che quando sono arrivati hanno potuto dichiarare solo il decesso del 38enne.
La 34enne è accusata di omicidio volontario aggravato dalla relazione con la vittima e rischia l'ergastolo. Fin da subito, ha però sostenuto che si trattasse di un caso di legittima difesa: "Ho reagito perché mi ha aggredita, ma non volevo ucciderlo", ha affermato. In un primo momento, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Monza l'aveva accusata di eccesso colposo in legittima difesa e aveva disposto gli arresti domiciliari.
La Procura si era opposta e aveva fatto ricorso al tribunale del Riesame: in quell'occasione, il pubblico ministero Alessio Rinaldi aveva sostenuto l'esistenza del dolo per la sproporzione tra l'essere buttata a terra e prendere poi un coltello in cucina e colpire poi il compagno. Per il magistrato infatti il delitto non sarebbe frutto di un eccesso colposo di legittima difesa, ma di una precisa volontà di uccidere.
Il tribunale del Riesame di Milano aveva poi accolto la tesi della Procura, ma aveva confermato i domiciliari, che la donna sta scontando a casa dei genitori a Limbiate.
Durante il processo, attraverso i racconti di amici e parenti, è stato possibile ricostruire la relazione tossica tra i due: Magagna era già stato colpito con un fendente a una mano ed era finito in pronto soccorso. Boggio era stata costretta a scappare di casa di notte per sfuggire all'ira del compagno, che in diverse occasioni l'avrebbe colpita con calci e schiaffi. I vicini hanno raccontato di continue urla e liti.
Ancora oggi, gli avvocati dell'imputata, Manuel Messina e Tatiana Enrica Morosetti, puntano al riconoscimento della legittima difesa e a ottenere l'ammissione al rito abbreviato e, in caso di condanna, uno sconto di un terzo della pena: "C'era un'aggressione in atto, a nostro avviso la volontà di Boggio era quella di allontanare il proprio compagno, non certo quello di cagionarne la morte", aveva detto a Fanpage.it l'avvocato Messina.
Mercoledì ci sarà l'arringa finale del pubblico ministero e poi toccherà alle difese. Al processo si sono costituiti parti civili sia i genitori che il fratello della vittima, che sono difesi dagli avvocati Marco Deluca e Nicole Granelli.