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Uccide l’ex moglie con 14 coltellate sotto casa a Milano, Luigi Morcaldi dichiarato capace di intendere

Luigi Morcaldi è stato dichiarato capace di intendere e volere al momento dei fatti dalla perizia psichiatrica. Il 64enne aveva ucciso l’ex moglie Luciana Ronchi il 22 ottobre 2025 sotto casa sua a Milano con 14 coltellate.
A cura di Enrico Spaccini
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A sinistra: un frame dal video della telecamera di sorveglianzaA destra: Luigi Morcaldi
A sinistra: un frame dal video della telecamera di sorveglianza
A destra: Luigi Morcaldi

È stato dichiarato capace di intendere e di volere al momento dei fatti Luigi Morcaldi, il 64enne che il 22 ottobre scorso ha ucciso con almeno 14 coltellate l'ex compagna Luciana Ronchi a Milano. Lo ha stabilito la perizia disposta dalla giudice per le indagini preliminari Lorenza Pasquinelli. L'accertamento medico era stato richiesto dagli stessi pm Giovanni Tarzia e Leonardo Lesti, in quanto Morcaldi subito dopo l'arresto aveva fornito motivazioni ritenute confuse e poco convincenti. Ora si attende la chiusura delle indagini.

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L'aggressione sotto casa della vittima

L'omicidio era stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza installate lungo via Grassini, in zona Bruzzano. Morcaldi si era avvicinato con uno scooter all'ex moglie, appena uscita di casa poco prima delle 10 del mattino del 22 ottobre. Il 64enne, che brandiva un coltello, aveva spinto a terra la 62enne e l'aveva ferita con il coltello almeno 14 volte. Subito dopo l'aggressione, Morcaldi era salito a bordo del suo scooter ed era scappato. L'uomo era stato rintracciato poche ore dopo dalla polizia al Parco Nord e il coltello era stato trovato all'interno di un cestino della spazzatura.

Durante il primo interrogatorio davanti agli investigatori, Morcaldi aveva dichiarato che non era sua intenzione uccidere l'ex moglie, ma solo "spaventarla con violenza". Il 64enne aveva parlato di "rabbia, odio, per tutto il male che mi hanno fatto in questi anni" riferendosi alla 62enne e al suo nuovo compagno, poi anche di varie questioni economiche legate proprio alla casa di via Grassini in cui avevano convissuto e dove era rimasta a vivere la donna. Come aveva spiegato l'avvocata Patrizia Iacobino, infatti, da quando si erano lasciati, più di tre anni prima, Morcaldi era "finito ai margini" e dormiva in auto o in un dormitorio.

L'accusa è di omicidio aggravato dal vincolo affettivo

Confessando l'omicidio, il 64enne aveva negato di averla "mai seguita o cercata" nell'ultimo periodo, dicendo che quella mattina di ottobre l'aveva incontrata "casualmente" mentre lui stava andando "a comprare il pranzo". Il coltello usato, aveva aggiunto, era quello che usava per "consumare i suoi pasti al parco". Tuttavia, il custode del palazzo di via Grassini aveva dichiarato di aver visto il 64enne aggirarsi davanti all'abitazione dell'ex moglie già la sera prima dell'omicidio.

La perizia disposta dalla gip Lorenza Pasquinelli e richiesta dai pm Tarzia e Lesti ha dichiarato Morcaldi capace di intendere e di volere al momento dei fatti. Presto, dunque, le indagini verranno chiuse e il 64enne dovrà rispondere in Tribunale di omicidio aggravato dal vincolo affettivo.

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