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Trovato con una pistola clandestina, condannato il trapper Baby Gang: “Spiccata pericolosità, manca autocritica”

Secondo la gup di Milano, Zaccaria Mouhib avrebbe uno “spiccato profilo di pericolosità” e una capacità di critica “ancora lontana dal divenire attuale”. Per questo motivo il trapper conosciuto come Baby Gang è stato condannato a 2 anni e 8 mesi per detenzione di una pistola clandestina, senza il riconoscimento delle attenuanti.
Zaccaria Mouhib, alias Baby Gang (foto da LaPresse)
Zaccaria Mouhib, alias Baby Gang (foto da LaPresse)

Zaccaria Mouhib avrebbe uno "spiccato profilo di pericolosità" e, nonostante una "maggiore capacità critica rispetto ai propri comportamenti" riscontrata dagli educatori, non sarebbe abbastanza per concedere attenuanti "trattandosi di mera apertura per il futuro, ancora lontana dal divenire attuale". È quanto scritto dalla giudice dell'udienza preliminare Chiara Valori del Tribunale di Milano nelle motivazioni della sentenza con cui lo scorso 4 marzo ha condannato, con rito abbreviato, a 2 anni e 8 mesi di reclusione il trapper 24enne conosciuto come Baby Gang ritenuto colpevole di ricettazione e detenzione di una pistola clandestina con matricola abrasa. Difeso dall'avvocato Niccolò Vecchioni, ora il cantante può ricorrere in Appello.

L'arresto e la condanna

La condanna, in primo grado, è arrivata al termine delle indagini coordinate dalla Procura di Lecco che avevano portato all'arresto di Mouhib l'11 settembre 2025. Il 24enne, che al tempo era già sottoposto a regime di sorveglianza speciale a seguito della condanna per i fatti di luglio 2022 in via Tocqueville, era stato trovato in possesso di una pistola semiautomatica con matricola abrasa nascosta in un porta tovaglioli nella camera d'albergo di Milano dove dormiva dopo essersi esibito al concerto di Emis Killa (estraneo all'inchiesta).

Finito ai domiciliari, era stato di nuovo arrestato il 17 marzo scorso, questa volta con le accuse di detenzione, cessione e porto illegale, ricettazione di armi da fuoco comuni e da guerra, rapina, lesioni aggravate in concorso e maltrattamenti e lesioni nei confronti della compagna. Nel frattempo, il 4 marzo è arrivata la condanna a 2 anni e 8 mesi per ricettazione e detenzione della pistola con matricola abrasa.

Le motivazioni della sentenza

La giudice Valori nella condanna ha deciso di non concedere a Mouhib le attenuanti generiche. Nelle sue motivazioni, ha sottolineato che il 24enne non ha voluto "indicare il canale attraverso il quale si è procurato l'arma" e si è difeso "minimizzando i fatti". Inoltre, mentre era in comunità con il braccialetto elettronico, avrebbe usato il cellulare per parlare con altre persone, cosa che non poteva fare. "Non ho fatto niente di male, non ho portato amici in comunità, non ho fatto cose brutte in comunità, l'unica cosa che ho fatto è stata chiamare la mia ragazza", aveva dichiarato il trapper in udienza davanti alla giudice, accusando invece i carabinieri che secondo lui avrebbero ecceduto "nei controlli nei suoi riguardi, evidenziando così la perdurante incapacità di autocritica".

Mentre era in comunità, gli educatori avevano indicato in una relazione "maggiore capacità critica rispetto ai propri comportamenti trasgressivi e scarsamente rispettosi delle regole e dei limiti" da parte di Mouhib. Sebbene la giudice ritenga la valutazione "senz'altro positiva e auspicabilmente destinata a consolidarsi nel tempo", questa non consentirebbe al momento di concedere attenuanti "trattandosi di mera apertura per il futuro, ancora lontana dal divenire attuale".

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