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Tram deragliato a Milano, il conducente è indagato anche per disastro ferroviario: perquisizioni nella sede Atm

Il conducente del tram 9 che il 27 febbraio si è schiantato contro un palazzo in viale Vittorio Veneto a Milano è indagato anche per disastro ferroviario, oltre che omicidio colposo e lesioni.
A cura di Enrico Spaccini
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Il treno deragliato in viale Vittorio Veneto
Il treno deragliato in viale Vittorio Veneto

È indagato per disastro ferroviario, oltre che per omicidio colposo e lesioni, il conducente del tram della linea 9 che venerdì pomeriggio, 27 febbraio, si è schiantato contro un palazzo in zona Porta Nuova a Milano. Nell'incidente sono morte due persone e circa altre 50 sono rimaste ferite. Gli investigatori della polizia locale, coordinati dalla pm Elisa Calanducci e dal procuratore Marcello Viola, questa mattina, lunedì 2 marzo, si sono presentati nella sede dell'Azienda trasporti milanesi (Atm) per il sequestro preventivo della documentazione relativa al mezzo, ai binari e alle comunicazioni avvenute quel pomeriggio tra il ‘9' e la centrale operativa.

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Lo schianto si era verificato poco dopo le 16 del 27 febbraio. Il tram 9, uno dei nuovi mezzi Tramlink, stava procedendo da piazza Repubblica verso Porta Venezia quando, all'incrocio tra viale Vittorio Veneto e via Lazzaretto, è uscito dai binari finendo per schiantarsi prima contro un albero e infine contro un palazzo. Come è possibile vedere attraverso un filmato registrato dalla dash cam di un tassista di passaggio, il convoglio stava procedendo a velocità elevata e, dopo aver saltato una fermata, invece di continuare la sua corsa per viale Vittorio Veneto ha curvato, deragliando.

Il conducente del tram, un 60enne con oltre 30 anni di esperienza, era stato trasportato all'ospedale Niguarda per alcuni traumi lievi e vari accertamenti del caso. Agli agenti della polizia locale aveva detto di aver avuto un malore e ai medici di essersi sentito male perché mezz'ora prima aveva subito un trauma accidentale al piede sinistro mentre si trovava a bordo del mezzo. Per i sanitari, potrebbe aver avuto una "sincope vasovagale", un mancamento.

La versione del 60enne è al vaglio degli inquirenti, che hanno sequestrato il suo cellulare (come da prassi) per analizzare i tabulati telefonici e le comunicazioni con la centrale operativa Atm. Gli investigatori si sono anche presentati nella sede dell'Azienda, in via Monte Rosa, per acquisire tutta la documentazione del caso. Intanto, nella relazione investigativa che la polizia locale ha inviato la Procura è presente il nome del conducente, il quale è indagato per omicidio colposo e lesioni, ma anche per disastro ferroviario.

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