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9 Novembre 2021
22:38

Torna al lavoro la dottoressa che fingeva di vaccinare no vax: per ora nessuna sospensione

La dottoressa accusata di aver finto di vaccinare 17 pazienti no vax nell’hub di Lurate Caccivio, in provincia di Como, è tornata al lavoro. Per ora nessuna sospensione: “Se verrà confermato dalla Procura, prenderemo provvedimenti”, aveva fatto sapere a Fanpage.it il presidente dell’Ordine dei medici di Como Gianluigi Spata.
A cura di Giorgia Venturini
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Immagine di repertorio
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È tornata in servizio all'ambulatorio comunale di Solbiate, in provincia di Como, Stefania Boga, la dottoressa accusata di aver finto di vaccinare 17 pazienti no vax. L'obiettivo era stato quello di fare avere ai pazienti il green pass senza realmente sottoporsi alla somministrazione della dose anti Covid nell'hub di Lurate Caccivio, in provincia di Como. La Procura ora indaga per il reato di falsità materiale. Ma nell'attesa che vengano accertati i fatti – come riporta La Repubblica – la dottoressa ha ripreso il servizio.

Ordine dei medici di Como: Se confermato pronti a prendere provvedimenti

Il presidente dell'Ordine dei medici di Como Gianluigi Spata a Fanpage.it poco dopo la diffusione della notizia aveva precisato che "se confermato di stratta di un episodio gravissimo". Così commenta a Fanpage.it il presidente dell'Ordine dei medici di Como Gianluigi Spata il caso di Lurate Caccivio. E poi ha aggiunto: "Ora aspettiamo la chiusura delle indagini preliminari da parte della Procura e una volta confermati i fatti l'Ordine prenderà dei provvedimenti. Perché ovviamente quanto accaduto ha violato completamente tutti i principi fondamentali del codice deontologico. È stata rovinata l'immagine della professione. L'obiettivo dell'ordine è invece quello di tutelare il cittadino e la salute pubblica". Anche Ats è entrata sul tema della sospensione: "Le sospensioni dalle attività convenzionale dei medici, da parte di ATS sono previste da apposite procedure soltanto a seguito del verificarsi delle fattispecie indicate dall'Accordo Collettivo Nazionale della Medicina Generale, o a seguito di sospensione dall'albo professionale da parte dell'Ordine dei Medici, nonchè a seguito di eventuali provvedimenti dell'autorità giudiziaria". Per questo: "Pertanto, non sussistono sospensioni in termini cautelari al di fuori della casistica citata".

Le dosi anti Covid finivano nel cotone

Da una prima ricostruzione dei fatti, la dottoressa di Como, che nulla ha a che fare con la cooperativa che ha in gestione l'hub di Lurate Caccivio, si era proposta di vaccinare 17 pazienti giudicati fragili giunti nel centro da più parti della Lombardia. L’esposto sarebbe scattato per la precisione venerdì mattina scorso quando un’impiegata che lavora all’accettazione ha notato che la dottoressa, ora indagata, al posto di iniettare i sieri nel braccio dei pazienti riversava il contenuto della siringa in alcuni batuffoli di cotone. A questo punto il medico responsabile della cooperativa si è messo al posto della dottoressa per proseguire la vaccinazioni. I pazienti allora, dopo aver capito che la dose sarebbe stata somministrata veramente, hanno cercato di abbandonare il centro vaccinale. E così è scattata la denuncia.

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