"Si invita a prestare attenzione sia agli annunci sonori trasmessi nelle stazioni, che alle informazioni in scorrimento sui monitor": se siete in una stazione lombarda e vi capita di dover prendere un treno di Trenord, la società che si occupa del trasporto ferroviario regionale in Lombardia, allora dovete tenere l’orecchio ben teso perché gli orari sono cambiati. Il servizio, dice la nota aziendale 177/2020 è stato "rimodulato sulla base delle effettive esigenze e al solo fine di assicurare i servizi essenziali" (glielo permette il Dpcm del Governo). Si va in stazione e non si sa cosa si troverà e quando. Sia chiaro, i numeri sono a posto, ma Trenord continua imperterrita nella propria prospettiva di gestione del trasporto: modulare il servizio concentrando i treni negli orari di punta e cancellare tutto il cancellabile negli orari di morbida. Peccato che così si perda completamente il "sistema cadenzato" che è alla base del trasporto ferroviario e ora il servizio si limita al semplice pendolarismo di quei pochi studenti ancora in giro e dei lavoratori.

Tempi difficili per Trenord: mancano 150 milioni, tagli in vista

Sono tempi difficili per Trenord: l’amministratore delegato Marco Giovanni Piuri in un incontro con i sindacati ha comunicato che “rispetto alle risorse mancanti per il Trasporto pubblico locale, nonostante l'intervento dello Stato e della Regione, in Trenord nell'anno 2020 dovrebbero mancare circa 150 milioni, infatti i mancati ricavi saranno ben superiori ai 200 milioni prospettati nei mesi precedenti", come riferisce in una nota il sindacato Orsa. Inoltre quest’anno scade il Contratto di servizio con Regione Lombardia (che dalla Giunta fanno già sapere che rinnoveranno così com’è) e per questo motivo è stato richiesto a Regione Lombardia di prorogarlo almeno per un anno. Se verrà confermato il servizio effettuato oggi, con minori viaggiatori, "Trenord si troverà in una situazione economica critica come quella attuale – riporta il sindacato – quindi non ci sarebbero garanzie da parte della regione e dunque sarà difficile la firma da parte di Trenord. In assenza di contributi regionali aggiuntivi che permetterebbero l'equilibrio costi-ricavi, una delle soluzioni, prospettate dalla società, sarebbe il taglio di circa il 20 per cento dei servizi e conseguentemente il taglio del costo del personale". Su tale aspetto, conclude il sindacato, "l'azienda ha comunicato che gli ammortizzatori sociali, attualmente, non potrebbero garantire il supporto dell'interezza del personale di Trenord, bensì solo di 300 lavoratori per tutto l'anno lavorativo”.

"Regione Lombardia vuole rinnovare il contratto così com’è – spiega a Fanpage.it il consigliere regionale del Partito democratico, Pietro Bussolati – ma il servizio negli anni ha continuato a peggiorare, anche ben prima della pandemia". Trenord ha una compagine sociale divisa in 2: da una parte Fnm (che ultimamente ha acquistato Autostrada Milano Serravalle), dall'altra Ferrovie dello Stato. Mentre la Regione ha sempre fatto degli investimenti, la parte statale ha sempre precluso nuovi investimenti solo a seguito del raggiungimento di una maggioranza societaria. Per il rinnovo del contratto sul tavolo c’erano diverse opzioni: indire una gara pubblica europea, provare ad accordarsi con società come Atm per la costruzione di un grande polo unico dei trasporti oppure ridiscutere il Contratto di servizio. Nessuna di queste ipotesi è stata presa in considerazione, tutto rimane com’è. E la preoccupazione dei lavoratori comincia a serpeggiare.