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Omicidio di Giulia Tramontano

“Stavi comprando il corredino di tuo figlio, quanta gioia avevi nel cuore”: il ricordo di Giulia Tramontano

In un post Facebook un negozio di abbagliamento per bimbi di Sant’Antimo, paese della Campania dove è cresciuta Giulia Tramontano, ha ricordato l’ultima volta che hanno vista la vittima.
A cura di Giorgia Venturini
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A poche ore dalla notizia del ritrovamento del corpo di Giulia Tramontano, la ragazza al settimo mese di gravidanza uccida a coltellate dal compagno Alessandro Impagnatiello, tutti la ricordano. Anche amici del suo paese di Sant'Antimo, qui era nata e crescita e qui viveva ancora la sua famiglia. In un post un negozio di abbagliamento di bambini del posto racconta di averla vista pochi giorni fa.

Il ricordo degli amici sui social

In un post della pagina Facebook del negozio c'è scritto: "A pensare che in una delle scorse settimane eri qui da noi per il corredino, quante risate fatte, quanta gioia nel cuore per la nascita del tuo piccolo bambino, quanta gioia nel tuo cuore di diventare mamma, quanta felicità negli occhi di tua mamma nel diventare nonna".

Poi si legge: "Come si può morire così? Speranzosi nel trovarti, viva sorridente e piena di vita, quello che ci trasmettevi sempre quando venivi da noi, qui. Ci stringiamo al dolore della famiglia, in modo particolare alla tua cara mamma Loredana…come si può da mamma accettare una cosa del genere come? Spero che sia fatta giustizia, ma una giustizia non di parole portate solo al vento, ma di fatti perché non è pensabile ciò che accaduto, non è ammissibile che la vita venga spenta cosi in un attimo senza come e perchè da un animale". Poi aggiunge: "Vogliamo ricordarti sorridente e piena di vita nella speranza che tu e il tuo piccolo non abbiate sofferto abbastanza.Un forte bacio a voi, che possa arrivarvi fin lì".

La confessione del compagno

Giulia poi era tornata a casa. Sabato sera la lite con il fidanzato: aveva scoperto che lui aveva un'amante. Durante la lite il compagno ha confessato di averla uccisa a coltellate poi di aver nascosto il corpo vicino a casa. Avrebbe provato, senza riuscirci, a dare fuoco al cadavere. Il 30enne ha confessato dopo aver visto che i carabinieri della scientifica stavano facendo tutti i rilievi in casa: l'interrogatorio poi è durato otto ore. L'uomo di trova nel carcere milanese di San Vittore.

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