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Sparano a un uomo a Milano: dopo quasi un anno arrestato l’autista dell’agguato, ancora ricercato il mandante

La polizia ha arrestato l’autista complice dell’agguato a un imprenditore cinese lo scorso 25 marzo 2025 in via Marsala a Milano. Mentre il mandante dell’aggressione è stato individuato ma risulta ancora ricercato.
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La polizia di Stato, coordinata dalla Procura di Milano, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, disposta dal GIP del Tribunale, nei confronti di due cittadini cinesi, ritenuti responsabili di aver preso parte al tentato omicidio commesso in via Marsala a Milano, la sera del 26 marzo 2025, ai danni di un loro connazionale.

I responsabili del tentato omicidio

Nel mese di giugno 2025, gli agenti della squadra mobile della Questura di Milano avevano già proceduto all’arresto degli autori materiali dell’agguato. Il successivo sviluppo delle attività investigative, ha consentito di individuare altri responsabili, che si sono occupati del supporto logistico e delle fasi preparatorie dell'agguato. È stato individuato quindi l’uomo che ha svolto il ruolo di autista, ingaggiato per assicurare la fuga dei suoi complici. L’uomo, mercoledì 7 gennaio, è stato rintracciato e arrestato a Prato.

Ricercato il mandante

È stato anche individuato anche un altro uomo, ritenuto il mandante. Questo avrebbe ingaggiato gli esecutori materiali, e al momento risulta irreperibile e ricercato.

Le indagini e la ricostruzione dei fatti

Secondo quanto emerso dalle indagini, i responsabili del tentato omicidio avrebbero seguito la vittima, un cittadino cinese di 42 anni, per alcune ore, attendendo il suo rientro a casa. Il 42enne sarebbe stato avvicinato e aggredito, riuscendo a divincolarsi e a fuggire. Nel corso dell'aggressione sarebbero stati esplosi alcuni colpi d’arma da fuoco, uno dei quali ha colpito la vittima fortunatamente in modo non letale.

I poliziotti, attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona e il riscontro delle tracce elettroniche lasciate dai dispositivi in uso agli indagati, hanno ricostruito le fasi dell'aggressione e delineato i ruoli degli esecutori materiali. Successivamente, le indagini sono proseguite per accertare ulteriori responsabilità, facendo emergere che l’agguato era stato eseguito su commissione e dietro pagamento di una somma di denaro e con il supporto, con funzione di autista, di una persona ingaggiata e retribuita. Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo con sentenza irrevocabile di condanna.

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