Spara e uccide un 28enne a Rogoredo: in un video del 2024 riprese alcune “condotte irregolari” dell’agente

Dopo la morte del 28enne Abderrahim Mansouri, presunto pusher ucciso con un colpo di pistola alla testa lo scorso 26 gennaio da un poliziotto nel ‘boschetto' di Rogoredo (Milano) durante un controllo antidroga, la Procura di Milano oltre all'inchiesta per far luce sull'accaduto, sta conducendo accertamenti sul passato dell'agente che ha sparato, da cui emergerebbero incongruenze su un suo verbale d'arresto del 2024 a carico di un 20enne tunisino. E per questo motivo è stata aperta un'indagine per falso ideologico.
L'agente in questione è Carmelo Cinturrino, 42enne assistente capo della squadra investigativa del commissariato di Mecenate, oggi indagato per omicidio volontario per l'uccisione di Mansouri. In queste ore, è stato diffuso un video – risalente a maggio 2024 – in cui sarebbe stato ripreso l'agente Cinturrino uscire dal locale in cui sarebbe avvenuto l'arresto di un ragazzo 19enne tunisino, accusato di detenzione a fini di spaccio di cocaina. Dalle immagini registrate dalle videocamere del locale, si vede l'agente prendere in mano il telefono del 19enne, togliere la cover e estrarre diverse banconote da 20 euro. Dal verbale di arresto redatto successivamente però, l'agente dichiara di "aver proceduto al sequestro" di una sola banconota da 20 euro.
Dal momento che, a seguito di quell'arresto, erano emerse "numerose affermazioni che non coincidono con quanto si può invece vedere dalle immagini delle telecamere di sorveglianza", il tribunale di Milano aveva trasmesso gli atti ai pm per valutare "condotte penalmente rilevanti" nei confronti dell'assistente capo di polizia che eseguì l'arresto. Anomalie che alla luce di quanto accaduto a gennaio di quest'anno a Rogoredo, acquisiscono un peso notevolmente diverso. Tuttavia i controlli e gli accertamenti per chiarire quanto effettivamente accaduto sono ancora in corso.
Intanto la Procura ha aperto anche un altro filone di indagini per accertamenti sui colleghi di Cinturrino, presenti con lui a Rogoredo il giorno in cui venne ucciso Mansouri. Il numero di agenti indagati infatti è salito a cinque, in tutto. Oltre a Cinturrino, sono stati inseriti nel registro degli indagati anche altri quattro agenti, per favoreggiamento e omissione di soccorso. Il pm Giovanni Tarzia, che coordina le indagini insieme con il Procuratore Marcello Viola, ha notificato infatti gli inviti a comparire ai nuovi indagati, che saranno interrogati nei prossimi giorni. La ricostruzione ha portato tra l'altro a ipotizzare anche un presunto ritardo nella richiesta di soccorsi.