Per dieci anni avrebbe rubato denaro, gioielli e altri beni a persone anziane non autosufficienti, approfittando del suo ruolo di amministratore di sostegno, fino ad accumulare beni per oltre 1,2 milioni di euro. Per questo la guardia di finanza ha arrestato Sergio Contrini, 66 anni, ex assessore ai servizi sociali del Comune di Pavia ed ex presidente dell'azienda dei servizi alla persona della città lombarda. Arrestato anche il suo presunto complice, un brasiliano di 41 anni.

Già nel mese di dicembre del 2020 si era saputo che l'ex amministratore pavese era coinvolto in un'indagine del nucleo di polizia economico-finanziaria, coordinata dal procuratore Mario Venditti e diretta dal sostituto procuratore Andrea Zanoncelli. Questa mattina sono scattati gli arresti per peculato aggravato e continuato (in concorso), rifiuto e omissione di atti di ufficio.

Dal 2011 ad oggi Contrini è stato amministratore di sostegno di molte persone non autosufficienti. Una posizione che, come hanno verificato le fiamme gialle, gli ha consentito di gestire i patrimoni dei suoi assistiti non per tutelare i loro interessi, ma i propri. Nel corso di un decennio avrebbe dirottato patrimoni e denaro degli anziani a favore del complice brasiliano.

Appartamenti del valore anche di svariate centinaia di migliaia di euro, sono diventati di proprietà del complice. In altri casi denaro arrivava su conti correnti riconducibili al brasiliano. E così sono evaporati i
risparmi di una vita delle vittime, che avrebbero dovuto garantire loro una serena vecchiaia.

Gli arresti sono scattati dopo quasi un anno di indagini finanziarie. I finanzieri di Pavia avevano già sequestrato ai due indagati tre appartamenti e tre box oltre alle disponibilità liquide sui loro conti bancari e le quote sociali di quattro attività commerciali. Sequestrati anche gioielli e preziosi rinvenuti nella disponibilità del tutore, per un valore complessivo approssimativo di circa mezzo milione di euro.

Anche dopo i sequestri e l'iscrizione nel registro degli indagati, l'amministratore di sostegno avrebbe effettuato altre operazioni, mentre il cittadino brasiliano a più riprese avrebbe tentato di aprire nuovi conti bancari con documenti falsi, sui quali trasferire, probabilmente dall’estero, somme che non era state individuate con il sequestro di dicembre

A metà del mese di gennaio, osservati dai militari, i due complici si sono incontrati in una zona appartata, evidentemente convinti di non essere osservati. Tutti questi comportamenti hanno fatto ritenere agli inquirenti che fosse concreto il rischio di recidiva e di inquinamento delle prove da parte di entrambi gli indagati. Per questo la Procura ha chiesto l'arresto, diposto dal Gip. I due indagati, dopo gli atti di rito, sono stati associati alla casa circondariale di Pavia.