7 Settembre 2021
21:05

Si possono portare le armi in ospedale: Regione Lombardia corre in difesa di Bernardo

Il consiglio regionale della Lombardia ha bocciato una mozione che chiedeva un esplicito divieto per l’ingresso armati nelle strutture sanitarie e sociosanitarie (salvo deroghe per le forze dell’ordine). Il Pd a Palazzo Pirelli parla di una decisione “per difendere i bizzarri comportamenti del loro candidato sindaco a Milano” Luca Bernardo, al centro delle polemiche politiche in seguito a un’intervista del consigliere di +Europa Michele Usuelli in cui veniva detto che girava armato in ospedale.
A cura di Simona Buscaglia
Il candidato sindaco del centrodestra Luca Bernardo
Il candidato sindaco del centrodestra Luca Bernardo

Il Consiglio regionale della Lombardia ha respinto con 21 voti a favore e 39 contrari la mozione sottoscritta dal consigliere del gruppo +Europa/Radicali Michele Usuelli e dal consigliere del Pd Pietro Bussolati che chiedeva il divieto di portare armi in ospedale. La mozione intendeva impegnare la giunta a prevedere, nelle linee guida previste dall’articolo 3 della legge 15/2020 finalizzate a garantire la sicurezza del personale sanitario e socio sanitario, "un esplicito riferimento al divieto di ingresso armati nelle strutture sanitarie e sociosanitarie (salvo deroghe per le forze dell’ordine)". Il testo chiedeva inoltre un impegno per la giunta guidata da Attilio Fontana ad "attivarsi per istituire un tavolo di lavoro tra forze dell’ordine e autorità sanitarie per stilare protocolli concreti che regolino i rapporti tra i due soggetti" definendo "le modalità operative" di tale collaborazione.

La mozione voleva regolamentare il divieto di ingresso negli ospedali con armi

L’intento della mozione, come dichiarato dai proponenti, era quella "di regolamentare il tema prevedendo che Regione Lombardia formalizzi un divieto di ingresso nei presidi sanitari di armi". Il testo parlava anche dei numeri delle aggressioni agli operatori sanitari: 4.887 in Lombardia tra il 2016 e il primo semestre 2019, di cui 1.142 nel primo semestre 2019. La lente sulla mozione era dovuta anche alle polemiche che negli scorsi mesi hanno investito il candidato sindaco del centrodestra Luca Bernardo.

Il "caso" della pistola in ospedale era stato sollevato in un'intervista dal medico e consigliere regionale di +Europa Michele Usuelli: "Me lo hanno confermato più persone di totale e provata fiducia – spiegava in un'intervista nel mese di luglio al quotidiano La Repubblica -. Bernardo dice che Milano con Sala è insicura? Io invece non mi sento sicuro con un candidato sindaco che gira armato senza che io, noi, i cittadini, gli elettori, ne conosciamo i motivi”. Il candidato del centrodestra aveva poi risposto di aver ottenuto anni fa un porto d’armi per difesa, dopo aver subito minacce.

Il primo firmatario della mozione, il consigliere Michele Usuelli, ha dichiarato, in seguito alla bocciatura della mozione: "A nulla è servito mostrare dati e letteratura, né spiegare che i protocolli e le procedure di riduzione del conflitto tra sanitari e pazienti già esistenti prevedono tecniche di de-escalation della tensione, ma mai la detenzione di armi. A nulla è servito ribadire che la protezione è compito della polizia. Abbiamo chiesto che un rappresentante delle forze dell’ordine sia presente al tavolo regionale per la sicurezza in ospedale. Anche questo è stato ritenuto un contributo strumentale".

"Per la Lega e i suoi alleati  in ospedale si possono portare le armi". Il consigliere regionale del Pd Pietro Bussolati commenta così il no della maggioranza: "Un’idea di cura davvero bizzarra quella della maggioranza,  a cui sono, forse, dovuti arrivare, per difendere gli altrettanto bizzarri comportamenti del loro candidato  sindaco a Milano". Dai banchi della maggioranza invece il consigliere Massimiliano Bastoni della Lega ha difeso il "no" dicendo che il tema non è compito della Regione, mentre la consigliera Barbara Mazzali di Fratelli d’Italia ha dichiarato che "l’unica arma in mano ai medici è il bisturi".

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