Si intasca 170mila euro di eredità del padre e del fratello per comprarsi casa: i tre finiscono in Tribunale

Dopo la morte della madre, i due figli e il padre si sarebbero dovuti dividere in tre parti uguali l'eredità lasciata dalla donna. Ma uno dei figli avrebbe prelevato più soldi del previsto – ben 170mila euro – per comprarsi casa. Sarebbe quindi andato ad attingere alla parte del fratello (40mila euro) e del padre (130mila euro), che appena hanno notato movimenti sospetti sul conto – di cui tutti e tre sono stati cointestatari, dal 2011 al 2016 – subito si sono mossi per cercare di capire cosa stesse succedendo.
Così il padre e il primo figlio – a cui era stata sottratta parte dell'eredità – decisero di incontrare il secondo figlio con la scusa di di discutere del bilancio di famiglia. In quell'occasione erano riusciti a fargli dire e ammettere di aver prelevato troppo da quel conto in un’agenzia bancaria di piazza Salgari. Padre e primo figlio, senza farsi accorgere dall'altro, registrarono l’incontro, e lo incisero su un Dvd.
Una volta ottenute le prove della sottrazione di denaro, i due andarono a denunciare il fratello/figlio. Quel Dvd venne poi depositato in Tribunale. La registrazione è diventata centrale nella causa civile sull’eredità approdata a una condanna in Cassazione avvenuta tre giorni fa.
In sede processuale i giudici chiesero che la ricostruzione venisse incrociata con l’estratto conto bancario. Il saldo finale dimostrò che in banca erano rimasti solo 144 euro, ma i movimenti precedenti combaciavano alla perfezione con la denuncia. E adesso il figlio che si era intascato i soldi deve restituire quasi 170 mila euro in totale a padre e fratello.