Si è suicidato in carcere Franco Pettineo: aveva strangolato la compagna e rischiava l’ergastolo

Si è tolto la vita Franco Pettineo, detenuto nel carcere di Cremona con l'accusa di aver ucciso la compagna Sabrina Baldini Paleni. Secondo la direzione dell'istituto penitenziario non ci sarebbero dubbi sul fatto che si sia trattato di un gesto volontario. Il 52enne si è suicidato nelle prime ore di ieri, martedì 6 gennaio, giorno dell'Epifania. La prossima settimana sarebbe dovuto comparire nell'aula della Corte d'Assise di Pavia per il processo che lo vedeva imputato per omicidio volontario aggravato. La sera del 13 marzo dell'anno scorso Pettineo aveva strangolato la 56enne nella loro abitazione di Chignolo Po, nel Pavese, al culmine di un litigio per motivi economici e rischiava l'ergastolo.
Pettineo era stato arrestato il 14 marzo 2025 nel Cremasco dai carabinieri, dopo aver vagato per ore con l'auto tra il Lodigiano e il Milanese. Come aveva spiegato poi ai pm Andrea Figoni e Valentina Biscottini, e ribadito durante l'interrogatorio di garanzia, la sera del 13 marzo aveva aggredito la compagna al culmine di una lite scoppiata per motivi economici e l'aveva strangolata. Il 52enne aveva, poi, trascorso la notte accanto al corpo della donna e la mattina seguente era uscito di casa con la sua Dacia nera. A dare l'allarme era stata la figlia di Baldini Paleni che, non riuscendo a mettersi in contatto con lei, l'aveva trovata morta nella villa di Lambrinia di Chignolo Po dove abitava con il compagno.
Il gip del Tribunale di Cremona aveva convalidato il fermo e disposto per Pettineo la custodia cautelare in carcere. La prossima settimana si sarebbe aperto il processo a suo carico per omicidio aggravato dal legame familiare, per il quale rischiava l'ergastolo. I figli di Baldini Paleni, avuti dalla precedente relazione della donna con il fratello del 52enne, si erano costituiti parte civile insieme all’associazione Per Marta e per tutte. Nelle prime ore del 6 gennaio, però, Pettineo è stato trovato senza vita nella cella del carcere cremonese dove era recluso. "I familiari si sono chiusi nel loro enorme dolore per la terribile vicenda che li ha colpiti", ha commentato Giacomo Badinotti, avvocato di parte civile.
