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Tram deragliato a Milano

Scambio di identità per una delle vittime del tram deragliato a Milano: non è morto Karim Tourè, ma un 49enne

La procura ha spiegato che c’è stato uno scambio di persona: in seguito al deragliamento del tram non è morto Karim Tourè, ma il 49enne Johnson Okon Lucky di cui ora si cercano i familiari.
A cura di Giulia Ghirardi
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I soccorsi al lavoro in viale Vittorio Veneto a Milano (foto da LaPresse)
I soccorsi al lavoro in viale Vittorio Veneto a Milano (foto da LaPresse)
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È in gravi condizioni, ma vivo, Karim Tourè, il 56enne inizialmente indicato come la seconda vittima del deragliamento del tram della linea 9 che lo scorso 27 febbraio si è schiantato contro un palazzo in via Vittorio Veneto a Milano, causando la morte di 2 uomini e ferendo 54 persone. A perdere la vita insieme al 59enne Ferdinando Favia, la prima vittima, è Johnson Okon Lucky, un 49enne di nazionalità nigeriana di cui ora si cercano i familiari.

A precisarlo è stata oggi, lunedì 2 marzo, la procura, spiegando che c'è stato uno scambio di persona. Stando a quanto riferito, infatti, sembra che Johnson Okon Lucky sia arrivato in ospedale in gravissime condizioni e, nonostante i tentativi di rianimarlo, non ce l'abbia fatta. Tourè, invece, dovrebbe essere ancora vivo, ricoverato in codice rosso in ospedale.

Le indagini

Subito dopo il deragliamento del Tramlink, la pm Elisa Calanducci e il procuratore Marcello Viola hanno aperto un'inchiesta per omicidio colposo e lesioni per indagare sull'accaduto. Oggi, qualche giorno dopo l'incidente, la procura ha aggiunto un nuovo capo d'accusa a carico del 60enne Pietro M., autista del mezzo Atm, che è ora indagato anche per disastro ferroviario.

Agli agenti della polizia locale, l'uomo aveva riferito di aver avuto un malore e ai medici di essersi sentito male perché poco prima del deragliamento aveva subito un trauma al piede sinistro. Per i sanitari, il 60enne potrebbe aver avuto una "sincope vasovagale", un mancamento. La versione resa dall'autista è, però, ancora al vaglio degli inquirenti che hanno sequestrato il suo cellulare per analizzare i tabulati telefonici e verificare se al momento dell'incidente l'uomo stesse utilizzando il dispositivo o meno.

Nel frattempo, gli inquirenti si sono recati nella sede dell'Azienda trasporti milanesi (Atm) in via Monte Rosa per effettuare il sequestro preventivo della documentazione relativa al tram, ai binari e alle comunicazioni avvenute quel pomeriggio con la centrale operativa.

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