Foto di repertorio
in foto: Foto di repertorio

Quindici ospiti di una Rsa Solidale di Cremona sono rimasti contagiati dal Covid nonostante avessero ricevuto, tra gennaio e febbraio, la doppia dose di vaccino Pfizer. La struttura, la più grande del capoluogo di provincia lombardo, ha avviato gli accertamenti insieme alla Ats Val Padana per capire cosa possa essere successo. Non è infatti ancora chiaro come gli anziani possano essere entrati in contatto con il virus, essendo la struttura blindata da mesi, mentre come confermato dalla struttura stessa a Fanpage.it, la positività è stata riscontrata un mese abbondante dopo la seconda dose.

Quindici anziani positivi al Covid dopo doppia dose Pfizer

Della quindicina di anziani trovati positivi al Covid-19, solo una manciata – fanno sapere dalla Rsa – ha necessitato il ricovero in ospedale, specialmente in via precauzionale. La quasi totalità dei pazienti contagiati è risultata essere asintomatica, mentre un solo anziano è in condizioni più gravi a causa però, hanno fatto sapere dal nosocomio, di una polmonite batterica e quindi non legata al Covid. Interpellato da Fanpage.it, il direttore generale della struttura Emilio Tanzi ha spiegato che "i casi sono allo studio delle autorità sanitarie". "Quando abbiamo scoperto le positività – ha continuato -, abbiamo immediatamente allertato le divisioni di Infettivologia dell'ospedale di Cremona e il Sacco di Milano".

Il dg della Rsa: Vaccinarsi è importante, sintomi limitati

Anche l'Ats Val Padana ha preso in carico la situazione, monitorando costantemente il suo evolversi in attesa dei risultati degli studi condotti. Come spiegato da Tanzi, però, la notizia non deve gettare sconforto in quanto "sappiamo che il vaccino non dà una protezione del cento per cento, ma riduce e di molto gli effetti della malattia. Questi contagi – ha concluso il direttore generale della Rsa Solidale di Cremona – ne sono la prova: su 15 positivi, una decina sono risultati senza sintomi e gli altri paucisintomatici. Fosse successo senza protezioni sarebbe andata diversamente".

Pfizer protegge per il 94,7 per cento

Il direttore generale dà seguito a quelli che sono i risultati sinora ottenuti attraverso lo studio del livello di protezione del vaccino Pfizer BioNtech. Il farmaco prodotto dalle farmaceutiche americana e tedesca, offre una protezione pari al 94,7 per cento sette giorni dopo la somministrazione della seconda dose. Non essendo dunque totale, la restante percentuale di mancata copertura sta ad indicare che il contagio – nonostante le due dosi – resta possibile. Ciò, comunque, comporta una estrema riduzione della gravità della malattia nel momento del suo sviluppo all'interno dell'organismo. Di fatti, anche nei rari casi di contagio come successo nella Rsa di Cremona, i sintomi provocati dall'infezione sono di gran lunga inferiori (se non inesistenti con gli asintomatici) rispetto al contagio senza le protezioni date dal vaccino.