Roberto Maroni si candida alle elezioni comunali di Varese, la sua città, alla guida del centrodestra che proverà a riconquistare la guida del comune passata cinque anni fa al centrosinistra con Davide Galimberti.

L'ex ministro e presidente della Regione ha deciso di scogliere le riserve e ha ufficializzato la sua intenzione di correre da candidato sindaco. "Ho lavorato in silenzio in questi giorni e ora so che ci sono tutte le condizioni politiche: mi candido", ha detto Maroni in una intervista a La Prealpina spiegando che lo slogan della sua campagna sarà ‘Varese in testa', sulla falsariga di quello che utilizzò con fortuna nel 2013 per l'elezione alla presidenza della Lombardia. "Le idee ci sono, ho intenzione di discuterle con i militanti. Ho intenzione di fare le cose in grande", ha aggiunto. "Bisogna partire subito", ha spiegato l'ex governatore annunciando di voler lavorare a "un programma che sarà per i prossimi 5 anni più 5".

L'annuncio della candidatura è arrivato all'indomani del rinvio a giudizio di Maroni in un nuovo a processo a Milano, con l'accusa di induzione indebita e turbata libertà di scelta del contraente. Al cento dell'indagine c'è un contratto in Ilspa (Infrastrutture lombarde spa, poi confluita in Aria) assegnato all'architetto Giulia Capel Badino, che per l'accusa sarebbe stata favorita perché "amica" dell'ex governatore. Una nuova grana giudiziaria dopo la condanna in appello a un anno per le presunte pressioni per favorire una sua ex collaboratrice, Mara Carluccio.

Maroni si è detto del tutto estraneo alla nuova vicenda che lo coinvolgerebbe: "Andare a processo per un fatto in cui non c'entro nulla mi fa sentire vittima di una vera ingiustizia, come purtroppo accade troppo spesso. Ma ho le spalle larghe, ne ho passate tante e supererò anche questa ennesima ingiustizia".