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15 Luglio 2022
13:21

Revocata la scorta a Paola Marioni, avvocatessa accoltellata: “Ho paura, sono viva per miracolo”

Intervista a Paola Marioni, l’avvocatessa accoltellata nel 2017 da uno sconosciuto nel suo studio di Porta Romana. Il pm ha chiesto l’archiviazione del caso e ora le verrà revocata la scorta.
A cura di Filippo M. Capra
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Tra una decina di giorni le verrà revocata la scorta perché "non esistono più elementi sussistenti alla disposizione di tutela". Paola Marioni, l'avvocatessa che nel 2017 è stata coltellata quasi a morte da uno sconosciuto, ha paura. Per il tentato omicidio nei suoi confronti c'è un indagato ma il pubblico ministero ha chiesto l'archiviazione del caso. Il giudice per le indagini preliminari si è riservato di decidere ma nel frattempo lei si sente esposta a pericoli gravi. Fanpage.it l'ha intervistata.

Dottoressa, la Prefettura le revoca la scorta credendo che lei non rischi più nulla. È così?

Assolutamente no. Anzi, in questo momento mi sono esposta come mai prima opponendomi all'archiviazione del caso.

Ha ricevuto minacce in questi anni?

No, ma due settimane fa quando ho contestato la richiesta del pm ho in qualche modo evitato, o quantomeno ritardato, che la persona sospettata ne uscisse pulita. Al momento l'indagato è a piede libero, è un cittadino con precedenti pesantissimi. Capisce che la situazione è delicata e in questo momento sarà certamente incattivito.

A patto che sia stato lui.

Certo, ma ci sono forti indizi a suo carico quindi l'archiviazione eventuale gli avrebbe fatto comodo.

Vivete nella stessa città?

No, io sono in città e lui è in provincia.

Cosa recrimina alle indagini condotte dalla Procura?

Che non mi hanno mai fatto fare un confronto, un incidente probatorio. Secondo loro io avrei dovuto riconoscerlo da una foto sfocata presa dalla carta d'identità. Chi lo conosce ha visto il video e l'ha riconosciuto. La Squadra Mobile della Questura di Milano è convinta che sia lui.

Lei non l'ha riconosciuto dal documento di identità?

Ero in dubbio, gli somigliava ma era una foto molto sfocata quindi non potevo accusarlo al 100 per cento. Non si può per forza trovare un colpevole, bisogna essere certi.

Di cosa è certa?

Che il signore ritratto dalle telecamere di sorveglianza della zona il giorno in cui sono stata accoltellata, è il signore che mi ha aggredita.

Perché il pm ha chiesto l'archiviazione?

Perché secondo lui non avendolo riconosciuto da questa foto non c'erano elementi sufficienti per istruire un processo.

Ha paura?

Ho molta paura. Io sono viva per miracolo. Sono veramente paranoica, mi rendo conto che il mio livello di sospetto è alto e mi rendo conto che non avrei la capacità reattiva che ho avuto allora. Dovesse capitare nuovamente, mi paralizzerei.

Si opporrà alla decisione di revocarle la scorta?

Di sicuro non lacserò trascorrere dieci giorni senza battere ciglio, vorrei che mi spiegassero quali sono gli elementi che sono venuti meno ad assegnarmi la tutela. Mi sono esposta con questa opposizione e l'unica che può riconoscerlo sono io. Per questa persona sono un pericolo.

Vive con qualcuno?

No, sono da sola. Non è una bella situazione.

Avverte pericoli imminenti?

I primi tempi dopo l'aggressione sì, ho avuto qualche sentore di pericolo. Dopodiché mi hanno dato la scorta, per cui sono serviti mesi prima che me l'accordassero. Con loro mi sono sentita ovviamente più al sicuro, anche se in un paio di occasioni ho dovuto chiamarli perché temevo stesse per succedere qualcosa. Cosa che potrebbe capitare ora senza possibilità di essere difesa in alcun modo.

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