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11 Aprile 2022
12:32

Avvocatessa accoltellata nel suo studio, chiesta l’archiviazione: resta sconosciuto il suo aggressore

Cinque anni fa Paola Marioni veniva accoltellata nel suo studio in via dei Pellegrini. Il pm Polizzi ha chiesto l’archiviazione del caso. Si attende il giudizio del gip.
A cura di Enrico Spaccini
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Cinque anni fa l'avvocatessa Paola Marioni rischiava la vita nel suo studio. Oggi, la procura di Milano ha chiesto l'archiviazione del suo caso. Si attende ora la valutazione del giudice per le indagini preliminari che si baserà sulle indagini che il pubblico ministero Giovanni Polizzi ha definito "scrupolosissime". Le decisione verterà sull'andare avanti o archiviare il fascicolo. Nel frattempo, come confermato a Fanpage.it, Marioni (oggi 62 anni) ha presentato la propria opposizione all'archiviazione in procura.

Quel 20 luglio 2017

Specializzata in cause civili e contenziosi immobiliari, per quel 20 luglio 2017 l'avvocatessa Marioni aveva segnato nella propria agenda un appuntamento per le 18:45. Accanto all'orario, anche un cognome che le indagini hanno dimostrato essere inesistente. "Così impari per la prossima volta", le aveva urlato l'aggressore mentre la colpiva per cinque volte al petto con un coltello. Le grida di aiuto di Marioni erano state sentite da qualcuno che in quel momento era all'interno del palazzo al numero 26 di via dei Pellegrini, poco lontano dal palazzo di Giustizia di Milano. Persona che si era precipitata giù per le scale per capire cosa stesse accadendo in quello studio. Tra le urla della vittima, l'aggressore è riuscito a fuggire.

Le telecamere di via dei Pellegrini

Le indagini avevano – sin dai primi giorni – pochi elementi con cui partire. Le telecamere di via dei Pellegrini avevano ripreso un uomo camminare con una certa fretta in un orario compatibile con l'aggressione. Maglia scura su pantaloni bianchi, berretto anche lui scuro che copriva parte del viso e occhiali dalla montatura snella. Sulle spalle, uno zainetto blu. Sarebbe potuto essere un testimone chiave per le indagini, magari aveva visto qualcuno uscire dalla porta dello studio dell'avvocato Marioni. Purtroppo, una volta rintracciato dagli inquirenti, si è scoperto come quell'uomo non aveva nulla a che fare con l'accaduto. La vittima si era ritrovata costretta a girare con la scorta, per il timore che il suo aggressore potesse tornare a completare il lavoro.

L'ultima pista

L'ultima pista risale all'8 febbraio 2020. Alcune fonti indicano un uomo di 73 anni residente ad Abbiategrasso come "presunto colpevole". Alla base delle insinuazioni, dei vecchi attriti che aveva con la vittima. Tuttavia, l'esame del dna lo ha scagionato definitivamente. Inoltre, l'avvocato Marioni non lo ha mai riconosciuto. Da quell'8 febbraio, nulla di più. Nessun elemento aggiuntivo ha fatto desistere il pm Polizzi a richiedere l'archiviazione. L'uomo che ha tentato di uccidere l'avvocato Paola Marioni, però, è ancora a piede libero.

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