Foto di repertorio
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Ha convinto il vicino di casa, un ragazzino minorenne, a salire nel suo appartamento con la scusa di sistemare il computer: ma una volta insieme ha tentato un approccio sessuale. Ora per un pensionato di 68 anni è arrivata la condanna di primo grado a due anni e due mesi di reclusione dal tribunale di Pavia. Secondo quanto sostenuto dall'accusa, l'uomo nel 2013, anno in cui risale la violenza, viveva nello stesso complesso residenziale di un ragazzo di 14 anni. Una mattina il 68enne avrebbe chiesto al ragazzino un aiuto con il computer. Con la scusa quindi di una lezione di tecnologia era riuscito a convincerlo a entrare nel suo appartamento. Una volta soli però l'uomo avrebbe iniziato a fare delle avances al minore e a toccarlo nelle parti intime. Il 14enne è riuscito ad allontanare immediatamente l'uomo e a fuggire dall'appartamento: una volta a casa ha raccontato tutto ai genitori che si sono presentati dai carabinieri e hanno sporto denuncia.

La condanna dopo sette anni dalla denuncia

Dal giorno dell'accaduto ci sono voluti sette anni per arrivare a una condanna di primo grado. L'uomo, un pensionato che prima della sentenza non aveva precedenti penali e non era mai stato imputato in un processo, è stato così condannato in primo grado a due anni e due mesi di reclusione per violenza sessuale: l'accusa durante l'ultima udienza del processo ha chiesto una pena di cinque anni, mentre la difesa ha insistito per l'assoluzione. Tra novanta giorni i giudici depositeranno le motivazioni della sentenza: intanto non è escluso che il legale dell'uomo stia già pensando di chiedere il ricorso in appello, confidando in un'assoluzione in secondo grado.