La stanza degli abbracci nella casa di riposo Pertusati
in foto: La stanza degli abbracci nella casa di riposo Pertusati

La casa di riposo Pertusati di Pavia è la più importante struttura della città gestita dall’Asp, l’Azienda servizi alla persona. Come molte altre case di riposo in tutta Italia (e soprattutto in Lombardia) si porta addosso le cicatrici di un’annata difficile, là dentro c’è un distillato del dolore di questi mesi di pandemia. Solo ad aprile dell’anno scorso un focolaio ha contagiato 10 ospiti, poi lo scorso novembre ne sono stati individuati altri 24. Come avviene per molte altre strutture i contatti tra gli anziani e le loro famiglie si limitano a chiamate telefoniche, videochiamate nei casi più fortunati, e poco altro.

La lenta via d’uscita dal virus passa dalle cure, dai vaccini ma ha bisogno anche di una rieducazione sentimentale che passa dal riappropriarsi di gesti elementari che sono stati negati: per molti anziani di molte Rsa (residenze sanitarie assistenziali) non ci sono stati colori, questi mesi sono stati un lungo interminabile lockdown che non ha visto variazioni e sfumature.

Dipendenti e collaboratori hanno regalato una stanza degli abbracci agli ospiti

Per questo ha un profumo buonissimo il fatto che gli ospiti del Pertusati abbiano a disposizione una “stanza degli abbracci” che consentirà un contatto diretto con i loro cari in condizioni di assoluta sicurezza. Ma c’è un altro pezzo di questa storia che merita di essere raccontato: la struttura, che è costata circa 2.700 euro, è stata realizzata con il contributo dei 160 dipendenti e di 40 collaboratori della Cooperativa Fai Pontevecchio che lavorano lì. Hanno deciso di contribuire con i propri stipendi per arredare uno spazio di speranza, hanno deciso di “curare” al di là del semplice ruolo che gli è stato affidato.

“Sin dalla prima ondata della pandemia, abbiamo cercato di mantenere vivi i contatti tra gli ospiti e i loro familiari attraverso le videochiamate – ha affermato Cristina Domimagni, presidente del Consiglio di indirizzo dell’Asp, durante l’inaugurazione avvenuta ieri -. Adesso con la ‘stanza degli abbracci’, resa possibile dalla sensibilità di chi opera al ‘Pertusati’, riusciremo anche a garantire un contatto fisico che non potrà che far bene ai nostri ospiti”. Il sindaco di Pavia Mario Fabrizio Fracassi ha parlato degli abbracci che sono mancati: "È bello che adesso possano almeno ritornare per i nostri cari anziani del ‘Pertusati’: un segnale di speranza per tutta la comunità pavese che, ancora una volta, ha offerto una dimostrazione tangibile del suo grande cuore”.

In Lombardia quella del Pertusati non certo la prima "stanza degli abbracci": il sindacato dei pensionati Spi Cgil Lombardia ne ha regalate 18, una per ogni comprensorio territoriale (le 12 province più la Valcamonica e il Ticino Olona). Alcuni territori hanno poi raddoppiato acquistando loro stessi una stanza degli abbracci da donare. Ma quando si leggono storie come questa che arriva da Pavia non si può non pensare al "bene" che è fluito dappertutto in questa pandemia, ai molti gesti solidali (grandi e piccoli) che hanno reso potabile la sofferente solitudine di chi è rimasto congelato mentre cercava di sopravvivere, l’interruzione violenta degli incontri con i propri affetti che per molti sono l’unica nota di colore di una quotidianità grigia che il virus ha reso ancora più buia.