Per una svolta investigativa che conduce ad uno spiraglio di luce, c'è un ritorno nel buio dei rebus di un mistero che rimane difficile da risolvere per tutte le sottotrame che lo riempiono. Dal momento in cui è scomparsa Sabrina Beccalli, lo scorso Ferragosto, gli inquirenti hanno fatto notevoli passi avanti nonostante situazioni avverse e, alcune, inspiegabili. Come la valutazione dei veterinari che hanno giudicato la natura delle ossa ritrovate nell'auto carbonizzata della donna, data alle fiamme da Alessandro Pasini, giudicate quali di razza canina.

Al vaglio dell'Autorità giudiziaria l'operato del veterinario di Ats Val Padana

Uno di loro, Giuseppe Casirani dell'Ats Val Padana, aveva analizzato i resti valutandoli in circa un'ora come frammenti dello scheletro di un cane che non aveva il microchip. I recenti studi sulle ossa hanno però smentito questa versione, accertando che i resti sono umani. L'esame del Dna resta l'ultimo passaggio prima di dichiarare che effettivamente il corpo della Beccalli sia stato bruciato dal Pasini insieme al veicolo. Come è possibile, quindi, che il professionista dell'Ats abbia giudicato in maniera contraria quanto analizzato? Sulla questione si è espressa anche l'Ats Val Padana, in uno stringato comunicato stampa, in cui asserisce di non poter rilasciare "alcuna dichiarazione sul caso", poiché "la questione è al vaglio dell'Autorità giudiziaria". L'ispezione del dottor Casirani non era durata più di 70 minuti, al termine dei quali aveva dichiarato nel verbale che "la carcassa è identificabile come animale della famiglia dei canidi e del genere canis, di media taglia, di non giovane età e privo di microchip". Per questo, Casirani aveva chiesto "di procedere allo smaltimento mediante ditta specializzata (Scs di Crema)" nella giornata successiva, il 17 agosto. Cosa che poi si è verificata il 18 agosto, con la distruzione di ciò che restava per motivi igienico-sanitari dopo convalida del Procuratore.

Malumore tra gli inquirenti, famigliari in balìa di scelte inspiegabili

Nel frattempo, tra il 16 agosto e l'8 settembre, i carabinieri sono stati impegnati in estenuanti ricerche nella zona di Crema e nella provincia di Cremona, alla ricerca di un cadavere che con ogni probabilità avevano già trovato. È facile, quindi, capire perché tra gli investigatori stia montando un po' di malumore. Alcuni di loro, poi, si chiedono perché la procura non abbia disposto sin da subito una perizia dei resti trovati. Perché si è dovuta attendere la richiesta formale del legale di Pasini? Perché si è perso così tanto tempo ed energie? Ai fini delle indagini, cambierà molto poco in caso le ossa venissero attribuite alla Beccalli. La posizione del presunto omicida è molto grave e le prove contro di lui sarebbero molto solide. Resta però il rammarico di una famiglia che avrebbe voluto disporre di quanto più possibile del corpo della donna per riservarle il giusto tributo e funerali degni. Senza rincorrere nel buio risposte a decisioni che, prima o poi, dovranno essere spiegate.