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Aggiornamenti sul'omicidio di Sabrina Beccalli a Crema

La sorella di Sabrina Beccalli dopo l’assoluzione di Alessandro Pasini: “È stata uccisa due volte”

“Sabrina è stata uccisa due volte”. Così ha detto una delle sorelle della 39enne morta a Crema a Ferragosto dello scorso anno al “Corriere della sera” dopo l’assoluzione di Alessandro Pasini, 46enne accusato di aver ucciso e poi bruciato Sabrina. L’uomo è stato condannato per la sola distruzione del cadavere ed è stato scarcerato.
A cura di Francesco Loiacono
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Non accenna a diminuire la rabbia dei parenti di Sabrina Beccalli dopo la sentenza a sorpresa con cui Alessandro Pasini, 46enne accusato di aver ucciso la 39enne a Ferragosto 2020 a Crema, è stato assolto. "Sabrina è stata uccisa due volte", ha detto in un'intervista al "Corriere della sera" Teresa Beccalli, sorella della vittima. Per i giudici di primo grado del tribunale di Cremona Pasini ha sì bruciato il corpo di Sabrina, ma non l'ha uccisa. L'uomo è stato condannato a sei anni per distruzione di cadavere ma l'assoluzione dall'accusa più grave lo ha fatto immediatamente uscire dal carcere di Monza, in cui si trovava da 14 mesi.

Il tribunale avrebbe così sostanzialmente avallato la versione di Pasini, che ha sempre sostenuto di non aver ucciso Sabrina. Secondo il 46enne la donna sarebbe morta per overdose dopo una serata trascorsa in casa dell'ex fidanzata di Pasini. L'uomo se ne sarebbe accorto solo dopo ore, in quanto anch'egli stordito da alcol e droghe, e avrebbe poi cercato di eliminare tutte le prove per timore della reazione dell'ex fidanzata.

"Noi siamo convinti che sia lui l’assassino. Ci sono le prove. Che poi non si siano volute vedere, ma c’erano", ha detto Teresa al Corsera, preannunciando che dopo la deposizione delle motivazioni assieme all'avvocato della famiglia, Antonino Andronico, presenteranno ricorso. "Se nella motivazione ci si sbilancia nel dire che la mancanza di un corpo ha impedito di arrivare alla condanna, allora c’è una responsabilità di chi ha impedito che quel corpo venisse conservato. E non ci fermeremo". Nel mirino delle critiche della famiglia Beccalli anche la parziale distruzione dei resti carbonizzati di Sabrina: un veterinario dell'Ats infatti ne ordinò l'eliminazione, scambiandoli per quelli di un cane: "Ho visto le foto – ha detto la sorella -. Le garantisco che neanche un bambino di 10 anni dice che è un cane".

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