Voghera, l'assessore leghista Massimo Adriatici spara e uccide un uomo
17 Settembre 2021
16:38

Omicidio Voghera, mistero sulle immagini della telecamera. L’avvocato: “Perché non ce le danno?”

Gli avvocati della famiglia di Youns El Boussettaoui, il 39enne ucciso a Voghera a luglio, presenteranno una nuova istanza alla Procura per chiedere l’acquisizione dei video della telecamera in piazza Meardi che potrebbe aver visto interamente l’omicidio. Lo ha dichiarato a Fanpage.it uno degli avvocati, Debora Piazza, che ha precisato: “Sarà poi il nostro tecnico a stabilire se si veda o meno qualcosa”. Il legale aggiunge che sono state fornite due versioni differenti: prima che la videocamera fosse sporca e poi che fosse rotta a causa di alcune infiltrazioni d’acqua.
A cura di Simona Buscaglia
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su
Voghera, l'assessore leghista Massimo Adriatici spara e uccide un uomo

Gli avvocati della famiglia di Youns El Boussettaoui, il 39enne marocchino ucciso in piazza a Voghera nel luglio scorso, presenteranno una nuova istanza alla Procura per chiedere l'acquisizione dei video della telecamera in piazza Meardi che potrebbe aver visto interamente la dinamica l'omicidio. Lo ha dichiarato a Fanpage.it uno degli avvocati, Debora Piazza: "Noi presenteremo ulteriore istanza per chiedere nuovamente l'acquisizione dei video, poi sarà il nostro consulente a stabilire se si veda o meno qualcosa dalle immagini di questa videocamera – ha spiegato l'avvocato – Avevamo già presentato questa istanza ma la Procura non ci aveva ancora risposto. Ora noi la ripresenteremo perché è un nostro sacrosanto diritto avere quei filmati per vedere cosa si vede e che cosa no, anche perché il giorno dopo l'omicidio la telecamera era pulita, l'abbiamo fotografata. A noi non interessa altro che scoprire la verità".

L'avvocato: Ci sono state date due versioni, prima videocamera sporca poi allagata

L'avvocato Piazza però ricostruisce i diversi passaggi che sono state forniti agli avvocati della famiglia sulla questione delle immagini delle videocamere di sorveglianza: "Io e l'avvocato Romagnoli, per svolgere le indagini difensive, siamo arrivati il giorno dopo l'omicidio del nostro assistito – ha affermato Piazza – Sul posto abbiamo visto diverse telecamere, una delle quali è stata estrapolata e acquisita dai carabinieri grazie al nostro intervento ed è quella dell'agenzia immobiliare. Poi ci sono altre due telecamere: una purtroppo inquadra un'altra parte della piazza e poi ce n'è un'altra sopra l'albero che riprende tutta la piazza e avrebbe quindi potuto riprendere tutta la scena del crimine. Non solo lo schiaffo che avrebbe dato Youns ad Adriatici ma anche quello che ha fatto Adriatici poco dopo". Il difensore ha aggiunto le due versioni fornite loro dalla Procura: "In un primo momento dalla Procura ci è stato detto che quella telecamera era sporca di resina a causa dell'albero. Noi però il giorno dopo siamo andati sul posto e abbiamo visto che la telecamera era perfettamente pulita, abbiamo fatto anche delle foto. Abbiamo quindi chiesto che ci venissero consegnati i video per darli al nostro consulente, per capire se si ci fossero anche solo delle ombre". Ma questi filmati non gli sono mai stati consegnati. "Lunedì abbiamo fatto un incontro con i Ris (Reparto Investigazioni Scientifiche, ndr) dove c'era anche il consulente informatico nominato dalla Procura – ha aggiunto Piazza – il quale invece ci ha riferito che la videocamera non era sporca ma allagata e che non funzionava più, quindi le immagini non si vedevano. Mi chiedo però: perché prima ci viene detta una cosa e poi un'altra? Perché non ci mettono a disposizione questi video in modo tale che anche il nostro consulente possa verificarli e vederli?".

Il difensore: Il capo d'imputazione dovrebbe cambiare anche dopo il fatto dei proiettili vietati

Secondo i difensori della famiglia del 39enne ucciso "il capo d'imputazione dovrebbe proprio cambiare alla luce dei proiettili che aveva Adriatici che erano completamente vietati dalla legge: possono essere utilizzati solo al poligono o per la caccia, sono munizioni vietate per la difesa personale, nonostante quello che ripetono i difensori di Adriatici – ha concluso Piazza – Anche perché il pubblico ministero ha infatti chiesto ai Ris di verificare se la pallottola a contatto con il corpo di Youns si sia espansa".

Lascia un commento!
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni