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Omicidio Rozzano

Omicidio Mastrapasqua, Rezza verso la giustizia riparativa. L’avvocata della vittima: “Giovane per nulla empatico”

L’avvocata della famiglia Mastrapasqua, Roberta Minotti, ha commentato a Fanpage.it la decisione della Corte d’Assise d’Appello di Milano di ammettere Daniele Rezza (21 anni), responsabile della morte di Manuel Mastrapasqua (31 anni), verso la giustizia riparativa.
A sinistra Daniele Rezza, a destra Manuel Mastropasqua
A sinistra Daniele Rezza, a destra Manuel Mastropasqua
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A Daniele Rezza – il 21enne condannato a 27 anni di carcere per aver ucciso a ottobre 2024 Manuel Mastrasqua, 31 anni, per delle cuffiette wireless da 14 euro a Rozzano (Milano) – va data "l'ultima opportunità istituzionale" per "tentare un suo effettivo recupero sociale", dato che è "tuttora incapace di assumersi, appieno e sino in fondo, le proprie responsabilità".

A dirlo è la Corte d'Assise d'appello di Milano, la stessa che dopo aver confermato a Rezza la condanna, il 20 luglio scorso, lo ha ammesso oggi ad un percorso di giustizia riparativa. E ciò anche se la famiglia della vittima è sempre stata contraria e ha manifestato una "chiusura umanamente comprensibile". 

"Il fatto che sia stato ammesso in un centro di giustizia riparativa non significa necessariamente che riuscirà poi a trovare un percorso idoneo al suo caso. Vedremo come andranno le cose. In ogni modo, mi pare quasi alla fine un atto dovuto da parte dei giudici, questa è un'impressione personale, in relazione al fatto che trattandosi di una pena così severa, giustamente severa, come dice la Corte stessa, prima o poi Rezza uscirà dal carcere e dovrà essere pronto a tornare in libertà", ha commentato a Fanpage.it l'avvocata della famiglia Mastrapasqua, Roberta Minotti.

"Ad oggi Rezza ha sempre mantenuto in carcere una condotta del tutto irrispettosa delle regole, ha manifestato una serie di problemi, evidenziati anche dalla Corte, e si è sempre mostrato indifferente e per nulla empatico rispetto a quanto da lui commesso", ha detto ancora l'avvocata, parlando a nome della famiglia Mastrapasqua che non solo non ha espresso consenso al percorso di giustizia riparativa ma anche si aspettava che l'ergastolo per chi ha ucciso senza motivo Manuel. "Tuttavia 27 anni di carcere è una pena congrua anche se non ci sarà mai un vero e proprio riconoscimento per la famiglia della vittima", ha concluso l'avvocata.

Erano circa le 3.30 di notte dell'11 ottobre 2024 quando Manuel Mastrapasqua, 31 anni, è stato trovato con profonde ferite da arma da taglio sull'asfalto di viale Romagna a Rozzano (Milano). Il giovane, subito soccorso, morì poi poco dopo in ospedale. La Procura di Milano aprì un fascicolo per omicidio volontario. Le indagini de carabinieri, nell'arco di breve tempo, hanno permesso di risalire al responsabile dell'aggressione. Il 21enne Daniele Rezza. Dalle indagini emerse che Rezza fermò Mastrapasqua lungo la strada per rubargli un paio di cuffiette wireless e poi l'aggredì puntandogli un coltello all'altezza del cuore.

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