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Omicidio Giovanni Sala, chieste condanne fino a 6 anni per i due vigilantes: “Non era un pericolo, hanno sbagliato”

Giovanni Sala è morto la notte tra il 19 e il 20 agosto 2023 per arresto cardiaco dopo essere rimasto bloccato a terra per 4 minuti da due vigilantes davanti alla sede Sky a Rogoredo, a Milano. Per la Procura, il 34enne sarebbe stato “petulante” ma “mai un pericolo”.
A cura di Enrico Spaccini
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Giovanni "Gianni" Sala
Giovanni "Gianni" Sala

La Procura di Milano ha chiesto 6 anni e 4 anni e 6 mesi di reclusione per le due guardie giurate accusate dell'omicidio preterintenzionale di Giovanni "Gianni" Sala. Secondo il pm Alessandro Gobbis, i due avrebbero messo in atto un "comportamento violento e prevaricatorio" nei confronti del 34enne che, sebbene fosse "in evidente stato di alterazione", non avrebbe mai rappresentato "un pericolo per nessuno". La notte tra il 19 e il 20 agosto 2023 i due vigilantes avevano bloccato Sala davanti alla sede Sky Italia a Rogoredo dopo che era passato "per 18-20 volte" davanti a loro, lo avrebbero steso con due pugni e tenuto un ginocchio sulla schiena "per quattro minuti" perché "esasperati". Per il pm, dunque, le due guardie "sono brave persone, ma hanno sbagliato e senza volerlo hanno causato la sua morte".

Il ginocchio sulla schiena "concausa" nel decesso

Le telecamere di sorveglianza avevano ripreso tutto quello che era accaduto la notte tra il 19 e il 20 agosto 2023 in via Russolo, in zona Rogoredo. Sala, che aveva assunto alcol e cocaina ed era cardiopatico, diverse volte si era avvicinato all'ingresso della sede di Sky Italia, senza mai provare a scavalcare il cancello. Due guardie giurate, di 46 e 64 anni in servizio quella sera, lo hanno atterrato due volte a pugni e lo hanno tenuto bloccato sull'asfalto con un ginocchio sulla schiena "per 4 minuti". Come accertato dall'autopsia, il 34enne è morto poco dopo per arresto cardiaco. Tuttavia, il medico legale ha sottolineato come le "manovre di contenimento corporeo" alle quali era stato sottoposto dai vigilantes siano state una "concausa" nel decesso.

"Ha cercato di colpirmi, sono stato costretto a contenerlo", ha dichiarato durante l'ultima udienza in Corte d'Assise una delle due guardie giurate imputate per omicidio preterintenzionale, "ho rispettato le procedure, non volevo fargli del male e sono profondamente addolorato per la sua morte". Il collega, invece, ha sottolineato che le "forze dell'ordine sono arrivate dopo più di un'ora" e ha sostenuto la presunta pericolosità di Sala: "Pensavo potesse avere in mano una siringa, un punteruolo". Il vigilante ha anche sostenuto che potesse esserci il "pericolo" che entrasse "nella sede Sky, ferisse qualcuno come personaggi del mondo dello sport e della tv o distruggesse macchinari costosi". I loro avvocati difensori, i legali Camilla Urso, Sandro Clementi e Angela Ferravante, hanno chiesto la loro assoluzione.

"Brave persone che hanno sbagliato"

Secondo il pm Gobbis, invece, non c'era "alcuna necessità di tutelare persone o cose da pericoli concreti" e in quell'azione i due vigilantes avrebbero dato "sfogo a istinti violenti e inutilmente prevaricatori". Nella sua requisitoria, il procuratore ha dichiarato: "Sono brave persone, incensurate, lavoratori che hanno sbagliato", tuttavia un'assoluzione "significherebbe anche non aver rispetto per la madre e per i familiari" di Sala, parti civili con gli avvocati Andrea Orabona e Giulia Piva. Il 34enne quella notte li ha "disturbati per 18-20 volte, gli ha fatto perdere la pazienza, ma non si può dire che fosse pericoloso. Ha pagato con la vita il fatto di essere stato solo molesto e petulante".

Nella formulazione della richiesta delle condanne, il procuratore ha ribadito che devono essere "ragionevoli e aderenti al caso concreto". Il massimo previsto per l'omicidio preterintenzionale è 18 anni, ma ha chiesto 6 anni e 4 anni e 6 mesi. Sono dovute alla richiesta di riconoscimento delle attenuanti generiche e della provocazione prevalenti rispetto alle aggravanti. Inoltre, per uno degli imputati l'eventuale pena sarebbe più bassa per via del suo "contributo di minima importanza", dato che non ha colpito Sala e non è stato lui a premergli il ginocchio sulla schiena. La sentenza è attesa per il 2 aprile.

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