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Morto mentre tenta di entrare nella sede di Sky, dall’autopsia non è emersa nessuna frattura toracica

Giovanni Sala è morto nella notte tra il 19 e il 20 agosto mentre tentava di entrare nella sede Sky di Rogoredo, a Milano. L’autopsia sul suo corpo ha evidenziato alcuni lividi, ma nessuna frattura toracica.
A cura di Enrico Spaccini
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Il corpo di Giovanni Sala, deceduto nella notte tra sabato 19 e domenica 20 agosto davanti alla sede di Sky Italia in zona Rogoredo a Milano, non ha lesioni evidenti né fratture a livello toracico. Stando ai primi risultati emersi dall'autopsia effettuata oggi, venerdì 25 agosto, il 34enne sarebbe morto in seguito a un arresto cardiocircolatorio, non per asfissia. La relazione finale del medico legale sarà depositata nelle prossime settimane, ma già con questi elementi pare alleggerirsi la posizione dei due vigilantes indagati per omicidio colposo.

La ricostruzione dell'intervento dei vigilantes

Secondo quanto ricostruito grazie alle telecamere di videosorveglianza, una delle due guardie giurate dell'istituto Italpol aveva atterrato Sala mantenendolo al suolo stando sopra di lui. In un primo momento, il 34enne si muoveva cercando di alzare la testa, poi all'improvviso sarebbe stato colto da un malore.

Allora, il 46enne che fino a quel momento lo aveva tenuto a terra aveva iniziato a praticargli il massaggio cardiaco, mentre il collega 64enne chiamava i soccorsi. Sul caso il pm Alessandro Gobbis ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, affidando le indagini alla squadra mobile guidata da Marco Calì.

I due vigilantes hanno poi spiegato agli investigatori che quell'uomo, senza maglietta, si era messo a urlare mentre camminava in mezzo alla strada e a cercare di scavalcare la recinzione attorno ai palazzi Sky. Per questo motivo, avevano deciso di intervenire.

L'autopsia e i prossimi esami

L'autopsia non ha evidenziato alcuna frattura a livello toracico sul corpo di Sala, ma alcuni lividi all'altezza del collo e sul volto. Tuttavia, il medico legale ritiene che possa esserseli procurati poco prima del decesso, probabilmente a causa di una caduta in strada.

Il 34enne, poi, è risultato positivo a cocaina e cannabinoidi. Ora bisognerà verificare se e quanto queste sostanze abbiano influito sull'arresto cardiocircolatorio che ha portato alla sua morte.

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