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Omicidio di Giulia Tramontano

Omicidio Giulia Tramontano, trovate tracce compatibili con il veleno per topi nel corpo

Nel corpo di Giulia Tramontano, uccisa dal fidanzato Alessandro Impagnatiello, sono state trovate tracce di sostanze tossiche. Secondo gli investigatori sarebbero compatibili con il contenuto delle bustine di topicida trovate nascoste nella cucina di Senago.
A cura di Francesca Del Boca
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L'aggravante della premeditazione dell'omicidio, ormai, pesa come un macigno sulla sorte di Alessandro Impagnatiello, il barman 30enne che lo scorso maggio a Senago (Milano) ha ucciso con 37 coltellate la fidanzata incinta Giulia Tramontano. A inchiodarlo, adesso, si aggiunge un altro tassello: il ritrovamento di alcune sostanze tossiche nel corpo senza vita della 29enne, emerse durante le primissime fasi degli esami tossicologici (il cui esito finale verrà depositato solo in futuro) e compatibili con il veleno per topi ritrovato nell'abitazione che la coppia condivideva in via Novella.

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Le ricerche di Impagnatiello sul web: "Come avvelenare una donna incinta"

Il puzzle, adesso, pian piano sembra ricomporsi. A dargli un senso anche la scoperta da parte degli inquirenti di alcune vecchie ricerche web di Impagnatiello, risalenti allo scorso inverno: su tutte, "Come avvelenare una donna incinta", "Come avvelenare un feto". E, nelle chat della fidanzata, il racconto alla madre in cui spiegava di essersi sentita poco bene dopo aver ingerito una bevanda calda casalinga.

Un quadro indiziario ormai chiaro, che suggerisce come in realtà Alessandro Impagnatiello intendesse da tempo togliere di mezzo Giulia e il bambino in arrivo. E che dunque contrasta nettamente con le dichiarazioni rese dallo stesso barman, durante gli interrogatori: il giovane, infatti, ha sempre sostenuto di aver agito d'impulso, spaventato dal fatto che la fidanzata e l'amante avessero scoperto la sua doppia vita. "Ero stressato da quella situazione", disse dopo la confessione.

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Le bugie di Alessandro Impagnatiello

Intanto emerge sempre di più un contesto di coppia ormai logoro, tra le continue bugie di lui e la sofferenza di lei. "Giulia pensava di abortire, appena ha scoperto di essere incinta", aveva raccontato la sorella Chiara. "Sapeva del tradimento con la collega già da gennaio, voleva andare via di casa e tornare dai genitori a Napoli". Quel che non sapeva, Giulia, era che sotto la cenere del rancore e del disamore, nel compagno covava in realtà un proposito criminale. Quello di sbarazzarsi di lei e del bambino che portava in grembo, e che sarebbe nato in estate.

"Ma che madre sei?"

Eppure, quando la 29enne lo mette davanti alla decisione di farla finita, lui non ci sta. "Non sono felice, basta. Condividiamo una casa solo finché sarà necessario, non voglio più stare al fianco della persona sbagliata", gli scrive lei per messaggio, ribadendo il proposito anche alla madre di lui. E il compagno, nonostante porti avanti da tempo una relazione parallela a lavoro (e cerchi addirittura di convincere l'altra donna di non essere il padre del figlio di Giulia con un finto test del Dna): "Ma veramente vuoi dividerci ancora prima che nasca un bambino? Vuoi farlo nascere già con due genitori separati?". Per poi rincarare la dose. "Ti sembra normale parlare così con un bimbo in pancia? Ma che madre sei?".

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