Aurora Livoli ha incontrato Velazco sulla banchina della metro dove aveva appena aggredito una donna

Fermata della metro verde Cimiano, ore 22 del 28 dicembre 2025. Emilio Gabriel Valdez Velazco, immortalato dalle telecamere di sorveglianza della stazione, ha appena aggredito una connazionale di 19 anni che aspetta da sola il treno in direzione Milano centro. E subito dopo, sempre su quella banchina, incontra Aurora Livoli, da poco maggiorenne, fuggita a inizio novembre da Latina.
L'uomo, alle 22.30, si avvicina alla ragazza, le dà la mano, si inginocchia ai suoi piedi e poi si allontana con lei verso il cortile condominiale di via Paruta, a soli 500 metri di distanza. Lo stesso cortile privato dove la mattina seguente verrà rinvenuto dal custode del palazzo il cadavere semi svestito della 19enne, con evidenti segni di strangolamento sul collo e alcuni indumenti sparsi sul prato.
La fuga di Aurora Livoli da Latina
È un altro tassello del puzzle, ora agli atti della Procura, utile a ricostruire la notte di fine anno in cui la studentessa di Fondi è stata brutalmente uccisa e forse violentata. Sì perché dopo una settimana dal ritrovamento del corpo, su cui venerdì scorso è stata effettuata l'autopsia, restano ancora tante le domande senza risposta. La prima, come e con chi Aurora abbia trascorso le settimane tra la fuga da casa e la sua morte: se, come sospettano i genitori, si trovasse già a Milano da tempo o se si trovasse solo di passaggio in città, e soprattutto come abbia potuto, senza soldi e documenti, andare avanti per intere settimane. Poi, il nodo dell'incontro con Emilio Velazco, avvenuto sulla banchina della metro Cimiano. I due si conoscevano già? E perché si sono diretti verso il cortile di via Paruta?
Valdez Velazco ritenuto pericoloso, era già stato espulso due volte
Il 57enne, che verrà interrogato giovedì, potrà presto offrire agli inquirenti la sua versione dei fatti. Quel che è certo è che l'uomo, cittadino peruviano irregolare sul territorio, ha collezionato finora numerosi alias e pesanti precedenti penali per rapina aggravata, violenza sessuale e immigrazione clandestina. Valdez Velazco era infatti già stato condannato (a nove anni) per violenza sessuale nel 2019, quando dopo averla picchiata e minacciata con un pezzo di vetro aveva stuprato una connazionale, sempre 19enne e sempre nei dintorni di via Padova. Nell'estate del 2024 a Cologno Monzese, appena scarcerato, aveva invece afferrato una donna per il collo nel tentativo di violentarla. Poi, fermato dai passanti, era subito fuggito.
Già espulso dall'Italia nell'agosto del 2019 e poi immediatamente rientrato, dopo la richiesta di permesso di soggiorno negata dal Questore di Milano per "pericolosità sociale", Valdez Velazco aveva ricevuto inoltre nel 2024 un secondo provvedimento d’espulsione. Che non verrà però eseguito. Il motivo? Il passaporto scaduto, che rende impossibile l'imbarco immediato all'estero, e "un'asserita patologia delle vie urinarie" che lo rendeva di conseguenza "inidoneo" anche al trattenimento nel Cpr di via Corelli a Milano.