Omicidio Aurora Livoli, convalidato il carcere per Velazco: “Un’escalation di violenza, può uccidere ancora”

È "elevatissimo" il pericolo che Emilio Gabriel Valdez Velazco uccida altre donne. A scriverlo è il gip Domenico Santoro nell'ordinanza con cui questa mattina, lunedì 19 gennaio, ha disposto il carcere nei confronti del 57enne che ha confessato di aver violentato e ucciso la studentessa 19enne Aurora Livoli la sera dello scorso 28 dicembre.
Tali fatti, secondo il gip, "si connotano per modalità esecutive di elevata gravità" poiché Valdez "ha agganciato" Livoli poco dopo essersi reso "protagonista" di un'altra aggressione di "inaudita violenza" nei confronti di un'altra ragazza. Successivamente, stando a quanto ricostruito, il 57enne avrebbe avvicinato Livoli all'interno della stazione della metropolitana di Cimiano (Milano), con modi "convincenti". In particolare, secondo il giudice Santoro, Velazco si sarebbe rivalso "non solo della rilevante differenza di età", ma anche "dello sfruttamento delle condizioni personali di inferiorità della 19enne" che "si era allontanata da casa già da parecchi giorni, e non risulta che ella avesse a Milano un punto di riferimento o una dimora". In più, l'uomo "ha usato un elevatissimo coefficiente di violenza nei suoi riguardi e l'ha soffocata a mani nude".
Proprio a fronte di tali ragionamenti, nell'ordinanza di convalida dell'arresto il gip ha parlato di una "escalation di violenza che non può che destare elevatissimo allarme" nei confronti del 57enne che, questa mattina, nel corso dell'interrogatorio di garanzia, si è avvalso della facoltà di non rispondere avendo già reso confessione davanti al pm Antonio Pansa, titolare del fascicolo con Letizia Mannella. Condotta aggravata, secondo il giudice, dal fatto che Velazco non avrebbe mostrato un "pentimento" durante l'interrogatorio.
In tale occasione, il suo avvocato difensore, Massimiliano Migliara, ha chiesto alla procura la riunione delle due inchieste ritenendo i fatti "susseguenti" e anche per un motivo di economia processuale. Per il giudice "le caratteristiche e le modalità dell'azione compiuta appaiono, in questa primissima fase delle indagini, tutte chiaramente assistite da un grave quadro indiziario della volontà omicida".
La ricostruzione dell'omicidio di Aurora Livoli
Stando a quanto ricostruito, Velazco avrebbe incontrato Livoli poco dopo aver tentato di rapinare un'altra 19enne alla stazione di Cimiano. Dopo l'aggressione, Velazco sarebbe tornato sulla stessa banchina e lì, intorno alle 22:30, avrebbe incontrato per la prima volta Aurora Livoli.
Secondo quanto riferito dai parenti della giovane, lo scorso 4 novembre la 19enne si era allontanata da Latina, dove viveva con i genitori adottivi, per spostarsi a Milano "senza soldi, senza un cambio, senza gli effetti personali". Un mese più tardi, lo scorso 29 dicembre, ne è poi stato ritrovato il corpo nel cortile di uno stabile in via Paruta, nella zona Nord della città.
Secondo la versione resa da Velazco, quel giorno la 19enne lo avrebbe approcciato per chiedergli una sigaretta. A quel punto lui si sarebbe proposto di "accompagnarla a cercare un tabaccaio dove poterle comprare". Dalle immagini delle telecamere, prima di allontanarsi dalla stazione, Velazco e Livoli si sono dati la mano. Successivamente, il 57enne si è inginocchiato davanti alla ragazza provando ad abbracciarle le gambe. Come appreso da Fanpage.it, l'uomo avrebbe riferito agli inquirenti di averlo fatto perché "stava iniziando a corteggiarla".
Dopodiché i due sono usciti dalla stazione in cerca di un tabaccaio finché non sono giunti, sembrerebbe per caso, nel cortile dove si è poi consumata la violenza e quindi l'omicidio. A lanciare l'allarme la mattina seguente è stato il custode del palazzo che ha riferito di aver trovato il cadavere della 19enne semi svestito, con evidenti segni di strangolamento.