Foto di repertorio
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Nelle residenze sanitarie per anziani di Milano e Lodi dallo scorso 14 aprile non si registrano più vittime a causa del Coronavirus. Naturalmente, lo scriviamo per coloro che sui social continuano a scrivere "ma tutte le altre malattie sono sparite?", la natura continua a fare il proprio corso: qualche anziano muore per l'età, altri per le patologie di cui soffrono. Ma forse vale la pena ricordare cosa accadde lo scorso anno nelle Rsa, quando il Coronavirus entrò nelle case di riposo sterminando, è il caso di dirlo, migliaia di anziani che senza l'azione del virus avrebbero continuato a vivere.

In calo anche i contagi

Adesso finalmente l'effetto della campagna di vaccinazione all'interno delle strutture, che in Lombardia ha raggiunto numeri ragguardevoli, inizia a mostrare l'effetto più importante: che non è tanto nella riduzione dei contagi, comunque ridotti a percentuali di poco sopra lo zero, quanto nella riduzione delle conseguenze più gravi della malattia, come l'ospedalizzazione e, appunto, la morte. A fotografare la situazione attuale è un report dell'Ats (Agenzia per la tutela della salute) di Milano, che comprende le province di Milano e Lodi. Stando a quanto scritto nel documento, citato dal "Corriere della sera", dal 14 aprile non ci sono state ulteriori vittime per Covid nelle Rsa rispetto ai 3.620 anziani morti a partire dal 20 febbraio dello scorso anno. Inoltre, al 21 aprile risultano essersi contagiati solo 17 anziani sugli oltre 13mila ospitati nelle rsa del territorio, pari allo 0,13 per cento.

Lombardia, il 100% degli ospiti delle Rsa ha ricevuto la prima dose di vaccino

Le buone notizie che arrivano dall'Ats Milano ricalcano quelle che erano state diffuse dall'Osservatorio epidemiologico di Regione Lombardia, che in un report sulle Rsa relativo al periodo di tempo compreso tra il 23 marzo e il 6 aprile aveva riferito che non erano stati registrati contagi in nessuna delle strutture per anziani. Il vaccino contro il Covid sembra dunque funzionare: in Lombardia, stando ai dati del Commissario straordinario per l'emergenza Covid-19 aggiornati al 30 aprile, hanno ricevuto la prima dose del vaccino 71.607 persone, pari al 100 per cento degli ospiti delle Rsa. La seconda dose è stata somministrata a 63.749 persone, pari all'89,03 per cento del totale. Dati che sono alla base anche delle richieste sempre più pressanti, anche da parte della Regione Lombardia, per riaprire le strutture ai parenti: entro fine maggio il governo potrebbe decidere in tal senso.