3 Maggio 2022
15:46

Muore d’infarto dopo un litigio nel bresciano, figlio 50enne accusato di omicidio ed evasione

Vittorio Andreoli è morto d’infarto dopo un litigio con il figlio 50enne. Arrestato, ora andrà a processo per omicidio preterintenzionale ed evasione. Era agli arresti domiciliari per spaccio di droga.
A cura di Enrico Spaccini
Immagine di repertorio
Immagine di repertorio

Avevano litigato anche quella sera. Era il 31 gennaio e Alberto Andreoli era andato a casa di suo padre Vittorio a Castel Mella, in provincia di Brescia. Il 50enne nemmeno poteva uscire dal suo appartamento, visto che era agli arresti domiciliari nella vicina Torbole Casaglia. Non appena si è ritrovato faccia a faccia con il padre 67enne, i due hanno iniziato a discutere. Ora le indagini sono state chiuse e il sostituto procuratore rinvierà a giudizio Alberto. Arrestato dai carabinieri l'1 febbraio scorso, è accusato dell'omicidio preterintenzionale del padre Vittorio.

Un rapporto conflittuale

Per capire cosa avesse ucciso il 67enne era stata disposta l'autopsia. Il medico legale ha dato la colpa a un'improvviso malore, un infarto. Secondo l'accusa, non sarebbero state quindi le botte e tantomeno le spinte del figlio Alberto a uccidere Vittorio, ma l'intera concitazione del momento. I due hanno sempre discusso, più o meno animatamente, nel corso degli anni. Un rapporto conflittuale che si era aggravato con l'arresto di Alberto per spaccio di droga, cosa che gli era costata la detenzione ai domiciliari che stava scontando in quel periodo.

La sera del 31 gennaio

Non si sa ancora perché Alberto decise di violare la detenzione e raggiungere il padre nella sua abitazione in via Solone Reccagni. In quell'appartamento hanno iniziato a insultarsi e urlarsi contro, finendo con il mettersi le mani addosso. Come testimoniato da numerosi segni sul corpo, il 67enne aveva subito molti colpi quella sera. Spaventato, Vittorio riuscì a trovare rifugio in bagno dove, però, fu raggiunto da un infarto. Accusato di omicidio preterintenzionale, evasione e resistenza a pubblico ufficiale, ora ad attendere Alberto ci sarà il processo.

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