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18 Gennaio 2023
11:29

Muore a 27 anni in un edificio abbandonato, la denuncia: “Non si può morire di gelo a Milano”

Issaka Coulibay, portiere della squadra di calcio St. Ambroeus FC, è stato trovato morto in un edificio abbandonato in via Corelli a Milano: probabilmente è morto per il troppo freddo.
A cura di Giorgia Venturini
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Dalla pagina Facebook di St. Ambroeus FC
Dalla pagina Facebook di St. Ambroeus FC

Lo hanno trovato senza vita in un capannone abbandonato in via Corelli a Milano, morto probabilmente per morte naturale a causa del freddo lo scorso 22 novembre. Così è stato trovato morto Issaka Coulibay, portiere della squadra di calcio St. Ambroeus FC: la squadra di calcio è l'unica squadra composta da rifugiati politici e migranti e partecipa a un campionato della Federazione Italiana Gioco Calcio del Nord Italia.

"Ci sono morti per cui si può solo provare enorme dispiacere, ci sono morti invece per cui non si può che provare molta rabbia", scrive la squadra sulla pagina Facebook. Che poi ha aggiunto: "Morire di gelo in una città come Milano non può essere classificato semplicemente come morte naturale, se a Issaka fosse stato concesso di vivere regolarmente con dei documenti molto probabilmente non staremmo scrivendo questo post, e lui, con una vita regolare, magari starebbe pensando a come rincominciare il campionato dopo la pausa invernale".

Il viaggio in Italia alla ricerca di fortuna

Issaka era originario del Togo ed era arrivato in Italia in cerca di fortuna. Qui però è stato costretto a dormire in un edificio abbandonato dove è morto per il troppo freddo: gli agenti della polizia di Stato e i sanitari infatti non hanno trovato segni evidenti di violenza. L'edificio in cui è stato trovato infatti viene spesso utilizzato come casa per i senza fissa dimora, anche purtroppo in condizioni meteo come quelle di questi giorni.

La squadra di calcio: È morto di clandestinità

La squadra di calcio tiene a precisare che Issaka "è morto di clandestinità". Questo perché "quando non ti viene concesso di avere dei documenti sei costretto a vivere e a morire ai margini della società, senza un permesso di soggiorno, senza la possibilità di lavorare regolarmente, senza la possibilità di affittare una casa, guidare una macchina o accedere a quei servizi basilari che sono concessi a tutti". I tecnici della squadra e tutti i suoi compagni lo vogliono ricordare così: "Eri un portiere fortissimo, in mezzo ai pali del torneo estivo del Pini che porti la tua squadra in finale. Che la terra ti sia lieve.Giustizia per Issaka, e documenti per tutte e tutti. La clandestinità uccide".

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