Mr Rain: “Milano un vortice commerciale, il Lago di Garda più simile a me. Ora scrivo d’istinto”

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Mattia Balardi, in arte Mr Rain
L’artista Mr Rain (Mattia Balardi) racconta a Fanpage.it il suo legame con la musica: la passione per Eminem, l’ingresso a Sanremo e il rapporto con Milano e il Lago di Garda, dove è nato. Un viaggio in cui la sua musica – che mischia più strumenti e sonorità – potrà finalmente esprimersi a teatro, dato che è atteso dal 5 ottobre in tour. Prima tappa: Milano, teatro Arcimboldi.

Appena tornato dalla Spagna, Mr Rain (all'anagrafe Mattia Balardi) non ha intenzione di fermarsi. L'autore di Supereroi, Lunedì Nero e Due Altalene ha raccontato a Fanpage.it la sua vita e le sue passioni, i suoi viaggi e la sua musica. Un cocktail di creatività in cui pop, rap, neomelodico e sonorità orchestrali si incontrano e stupiscono tutti. Anche a Sanremo, dove ha partecipato nel 2023 con Supereroi e nel 2024 con Due Altalene. Oltre a Desenzano del Garda – dove è nato – è vissuto un po' anche a Milano e ha parlato delle differenze tra le due città: rilassata e armonica la prima, commerciale e caotica l'altra. Ora è pronto per una nuova esperienza a teatro. Proprio lì, dove l'impianto scenografico incontrerà la sua scrittura melodica ed emotiva, che utilizza archi, fiati e percussioni per amplificare la dimensione umana dei testi. La prima delle tante tappe che lo porteranno in giro per l'Italia sarà l'Arcimboldi di Milano, il 5 ottobre. Dopo uscirà il suo nuovo album. Anche se l'ha aperto con Lunedì Nero, sarà ricco di colori e di ibridazioni inaspettate.

In Lunedì Nero c’è il racconto di un amore tormentato, un legame che provoca sofferenza ma dal quale è impossibile allontanarsi. Anche il tuo prossimo album va in questa direzione?

Sarà un disco molto vario per sonorità e tematiche, pieno di sperimentazioni e con generi che non avevo mai affrontato prima. Ci saranno brani inaspettati. Molto lo devo al disco che ho inciso in Spagna.

A proposito di Spagna: hai scoperto qualcosa di nuovo?

Un sacco di cose. Mi sono trovato bene sin da subito e ho conosciuto moltissimi produttori, autori, cantanti. Mi piacciono le modalità di lavoro che ci sono in Spagna perché si lasciano da parte tutte quelle dinamiche superficiali e si dà più importanza all’esperienza personale. C’è più spazio per fare buona musica e divertirsi. È un approccio più tranquillo rispetto all’Italia, dove è tutto un po’ frenetico e ci sono più pressioni, ma anche diverse regole e paletti da rispettare. Qui sembra di essere in una catena di montaggio, in Spagna non è così. Mi sono sentito più libero di creare e ascoltare me stesso per scrivere.

Come è cambiata la tua scrittura lì?

La Spagna mi ha regalato una scrittura più emotiva e intima. Quasi istintiva. Di getto. Qui in Italia cercavo sempre e solo la parola perfetta, la frase a effetto, l’aforisma in ogni canzone. Ora non è più così: la tranquillità che ho trovato e i nuovi stimoli che assorbivo ogni giorno mi hanno dato uno stile più naturale e meno geometrico. È più un flusso di coscienza che un’opera lirica. Adesso guardo dentro di me, scrivo in maniera molto più semplice e mi baso su ciò che provo. Guardo l’anima della canzone.

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Mr Rain, che nell'ultimo anno ha lavorato in Spagna, ha collaborato con Beret, Zetazen e Walls

In una canzone cerchi sempre qualcosa di nuovo? O hai già trovato tutto?

Non ho trovato tutto. E non lo troverò mai, di questo ne sono certo. Vivo sempre con l’idea di imparare, di scoprire cose nuove e di provare stimoli diversi per non frenare mai. È una meta che sposto sempre un po’ più in là man mano che cresco e vado avanti. Non voglio raggiungerla mai. Sarò sempre un eterno insodisfatto. È questo che mi spinge a migliorare: nella scrittura, nella produzione, negli arrangiamenti, nella scrittura di parti e con gli archi, nel pianoforte. In tutto. Cerco sempre di superarmi.

Quindi quando pubblichi un nuovo brano sei soddisfatto?

Ogni volta che pubblico un mio pezzo penso: “Cavolo, magari questa cosa potevo farla diversamente”. Ma è una cosa positiva, perché ti spinge sempre a crescere e migliorare. Credo che non finirò mai di studiare: c’è tantissima musica da scoprire per farmi ispirare e contaminare. Non c’è mai un punto d’arrivo.

Un momento cruciale per la tua vita come artista?

Il primo Sanremo. Senza dubbio.

Sentivi che qualcosa era cambiato in quel momento?

Ero davvero felice. Non mi interessava il posizionamento in classifica, tantomeno collezionare dischi d’oro e di platino. Il mio obiettivo è sempre stato arrivare a più persone possibili. E Sanremo, che è l’amplificatore massimo della musica in Italia, mi ha permesso di farlo con Supereroi. La gente mi fermava per strada, mi facevano tutti i complimenti e mi mandavano messaggi di ringraziamento. Lì ho capito che qualcosa era cambiata.

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Mattia Balardi, classe 1991, è nato Desenzano del Garda

Sentivi che era il momento giusto con Supereroi, nel 2023?

In realtà erano già tre anni che provavo a entrare a Sanremo: ci ho provato con Fiori di Chernobyl, poi con Fragile. Erano tutti dischi che avevano un successo enorme e che piacevano al pubblico. Non riuscivo a capire perché venissi escluso. Quindi ero preparato all’ennesimo no. Però quel giorno è andata diversamente, ho provato una soddisfazione personale incredibile.

I tuoi brani a cui sei più legato?

Ho sempre scritto un pezzo come una lettera. Tra quelli più speciali c’è I Grandi Non Piangono Mai, che ho dedicato a mia madre. Ma anche Ipernova, che ho scritto per la mia ragazza.

L’idolo nella musica?

Eminem. Quando l’ho ascoltato per la prima volta ero molto piccolo, ma è stato lui ad accendermi, ad alimentare la mia passione per la musica.

E invece com’è vivere a Milano? Ti ha cambiato come esperienza?

A volte si rischia di cadere in un vortice: entri in un giro in cui ti fanno pensare che devi per forza essere in un circuito esclusivo per far crescere una canzone, ma gli aspetti commerciali non sono tutto. Sono solo la superficie di una canzone.

Meglio il Lago di Garda o Milano?

Il Lago di Garda. Lì mi sento più a mio agio.

Come mai?

Per scrivere mi ispiro alla natura e agli spazi aperti. A casa sento di essere nella dimensione giusta, per come sono fatto e per come voglio esprimermi.

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Mr Rain, con all'attivo 24 dischi di platino e 5 dischi d'oro

Cos’è per te la musica?

Uso la musica per capire che cosa non mi fa sentire in equilibrio o cosa mi spaventa, processandolo e analizzandolo. È un luogo sicuro, certamente. Ma anche un posto in cui poter saltare nel vuoto per provare cose nuove.

E a proposito di cose nuove da provare, tra poco inizierà il tuo primo tour a teatro con la prima tappa a Milano…

Anche questa era un’esperienza che non avevo mai fatto, ma che sognavo e speravo di fare. Ho sempre immaginato la mia musica orchestrale in una sala di teatro: orchestre, archi, fiati, prove allestimento e luci. È la condizione ideale per il mio progetto. Dopo un anno di pausa – nel 2025 – ho deciso che era arrivato il momento: dovevo raccontarmi in maniera diversa. Sabato ho fatto la data zero a Rovereto. È stato magico.

Se parlassi al Mattia giovane, quello che ascoltava Eminem in macchina, cosa gi diresti?

Gli direi di insistere sulle sue passioni e di coltivarle tutte. Io nella vita ho fatto tutto a 360 gradi: dai video, agli strumentali al marketing, qualsiasi cosa che poi mi è stata utile nel corso della vita.

Guardandoti indietro cambieresti qualcosa del tuo percorso?

Non cambierei nulla. Non sarei qui se non avessi fatto le mie scelte.

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