La mattina hanno occupato il cortile della scuola per manifestare contro la didattica a distanza e la sera hanno deciso di non fermarsi e di dormire in aula. È la protesta di dieci studenti del liceo milanese "Parini" che andrà avanti fino a domani martedì 19 gennaio quando hanno garantito che verso le 15 lasceranno la scuola. Ma i ragazzi non sono soli: con loro è rimasto il preside Massimo Nunzio Barrella che non ha pensato neanche un minuto di lasciare gli studenti da soli per tutta la notte. Durante la mattinata però il dirigente scolastico aveva precisato di non essere favorevole all'occupazione come metodo: "Non posso dire di essere solidale con questo, li inviterò a una certa ora a tornare a casa e se non lo faranno dovrò avvertite le autorità. Se si impunteranno e vorranno rimanere qua la notte, valuterò se rimanere anche io nella scuola". Parole che sono state poi riportate dai membri del Comitato Priorità alla scuola.

Gli studenti chiedono di ritornare in classe

I ragazzi, tutti parte del "Collettivo Rebelde", chiedono di ritornare in classe a far lezione in presenza il prima possibile. Da giorni infatti si susseguono una dietro l'altra le proteste dei giovani che sarebbero dovuti ritornare in aula oggi lunedì 18 gennaio, per poi vedersi ancora slittare di qualche giorno l'apertura dei cancelli delle loro scuole con l'entrate in vigore delle nuove restrizioni anti Covid. La Regione infatti, proprio da domenica, è entrata in zona rossa e vi rimarrà fino al 31 gennaio. In questa fascia, secondo quanto stabilito dal Dpcm, gli studenti delle scuole superiori possono proseguire le lezioni solo online.

Altri ragazzi all'interno dell'ufficio scolastico regionale

Così negli ultimi giorni le proteste non sono state poche: solo la notte scorsa i giovani del Comitato in difesa della Scuola hanno affisso, all'ingresso dell'ufficio scolastico regionale di via Polesine, alcuni cartelli con su scritto "Chiuso per incompetenza" e bloccato i cancelli con dei lucchetti: "L'azione di questa notte, promossa dal Comitati in Difesa della Scuola, vuole essere un chiaro atto di attacco e denuncia a una classe politica divisa e senza prospettiva sociale.Saremo noi a occuparci della scuola", scrivono i ragazzi su Facebook. Nei giorni scorsi erano state occupate invece le sedi del liceo Manzoni, Tito Livio, Volta e Severi.