Pride a Milano, 350mila in piazza. Arcigay: “Lottiamo per i diritti di tutti e contro il genocidio”

È partito alle 15.00 di oggi sabato 28 giugno, il Milano Pride. I manifestanti si sono dati appuntamento alle in via Vittorio Pisani, davanti alla stazione Centrale di Milano. Sotto un sole cocente il serpentone colorato è cresciuto fino ad arrivare all'Arco della Pace. Confermate le attese della vigilia, a sfilare con le associazioni organizzatrici oltre 350.000 persone in piazza per i diritti della comunità Lgbtq+.
Finita la manifestazione la festa che andrà avanti fino all'una di notte. Soddisfatti gli organizzatori, Arcigay Milano e le associazioni del Coordinamento Arcobaleno.
In testa alla parata c'era il trenino delle Famiglie Arcobaleno che quest’anno festeggiano 20 anni. Con lo striscione Resistenza Arcobaleno, presenzierà la presidente di CIG Arcigay Milano Alice Redaelli, che a Fanpage.it ha detto: "‘Resistenza arcobaleno' è il motto di Milano Pride 2025. In questo momento i diritti LGBTQIA+ sono costantemente sotto attacco e sono strumentalizzati da governi e nuovi fascismi che allungano le loro ombre sul mondo. É importante esserci e costruire insieme un nuovo movimento di resistenza. Il Milano Pride ha scelto da tanto tempo di scendere in piazza non solo per la comunità LGBTQIA+ ma per i diritti di tutti e di tutte, perché sappiamo che le matrici dell'oppressione e della discriminazione sono le stesse: penso alle donne, alle persone transgender, alla Palestina e all'Ungheria".
Il pride di Milano si è svolto in gemellaggio con il pride di Budapest, vietato dal governo di Viktor Orban. Alla parata in Ungheria sfilerà una delegazione di Arcigay; presenti anche la segretaria del Pd Elly Schlein, il segretario di Azione Carlo Calenda e la vice premier spagnola Jolanda Diaz. In testa al corteo il sindaco di Budapest, Gergely Karácsony.
Beppe Sala: "Pride divisivo? Una stupidaggine"
In prima fila al Pride anche il sindaco Beppe Sala, che ha portato il suo saluto sul palco. "Milano crede nella libertà perché ci crede la nostra Costituzione. Rispetto che oggi non c'è sempre, non c'è in Ungheria, non c'è in una parte della destra nel nostro Paese. Per me il Pride è la lotta per la libertà, è una pacifica lotta per cambiare in meglio il mondo. Ho sentito dire tante stupidate sul Pride, la più grossa è che è divisivo", ha dichiarato. "Qui non si divide nessuno. Dobbiamo andare avanti perché tutti i diritti che abbiamo conquistato non sono per sempre né definitivi. Dalle città nasce il cambiamento. Sono stati le sindache e i sindaci che cominciando a trascrivere i figli di coppie omogenitoriali hanno fatto cambiare…", ha aggiunto.
Sul palco anche Natascia Maesi, presidente di Arcigay nazionale, che ha ribadito le ragioni della manifestazione, che non è solo una festa ma un momento di lotta. "Ci vorrebbero obbedienti silenti e proni, questo è il momento di reagire agli attacchi che subiamo. – ha spiegato – Altrimenti nessuno lo farà per noi. È in atto una progressiva e sistematica erosione dei diritti sociali e civili. Viviamo nel Paese più transfobico d'Europa, con il più altro numero di obiettori negli ospedali. Nell'Italia di Giorgia Meloni le persone trans non esistono, i loro percorsi sono ostacolati con ogni mezzo, non abbiamo una legge per le famiglie omogenitoriali. In compenso si approva un decreto sicurezza che limita il diritto di manifestare".

Manifestanti lanciano vernice su Starbucks in solidarietà alla Palestina
Partita la marea arcobaleno, si è spostata per le vie della città, accompagnata da musica e grida di protesta. I carri si sono mossi fra striscioni che richiamano anche il genocidio palestinese, come mostra l'ultima foto dell'articolo.
Alcuni manifestanti, in protesta con quanto sta avvenendo in Medio Oriente, durante il corteo hanno preso di mira, per le posizione e il sostegno a Israele, un punto vendita della caffetteria Starbucks, come era già accaduto a Roma dove era stato agitato un cartello con la scritta Starsucks. Contro il locale di piazza XXV aprile è stata lanciata della vernice rossa, poi utilizzata per comporre la scritta Free Palestine.

Il percorso della parata
Il corteo attraverserà viale Liberazione, via Melchiorre Gioia, piazza XXV Aprile, i Bastioni di Porta Volta e viale Elvezia. Da qui si costeggerà Parco Sempione lungo viale Byron e viale Melzi d'Eril per terminare all’Arco della Pace. Il percorso è stato studiato per garantire l'accessibilità e sfruttare punti in cui rinfrescarsi con le fontanelle.

Chi parteciperà al pride: gli ospiti del corteo e della festa
II sindaco di Milano Giuseppe Sala si unirà alla parata intorno alle 17.30, raggiungendo il corteo in via Melzi d'Eril, e rimarrà fino al termine della manifestazione. Sarà assente, invece, la rappresentanza della comunità ebraica, perché in dissenso sull'uso del termine genocidio per descrivere ciò che sta succedendo in Palestina. L'evento di chiusura a partire dalle 18 sarà presentato da Daniele Gattano, Edoardo Zedda e Marta Zoboli. Si esibiranno e parleranno sul palco gli artisti e attivisti Ambra Angiolini, BigMama, Levante, Sarah Toscano, Michele Bravi, Orietta Berti, Alexia, Sarafine, Mida, Romina Falconi, Alex Wyse, Italy Bares, Mille, Senza Cri, Antonia e Remon Karam.

Sul carro del Pd, come l'anno scorso, i rappresentanti dei dem hanno esposto un cartonato del governatore lombardo Attilio Fontana avvolto dalla bandiera arcobaleno: Regione Lombardia, infatti, non è presente alla parata con nessun rappresentante istituzionale.