Sono stati sequestrati un milione e duecento mila euro all'ex pilota di rally Leonardo Isolani, alla moglie e alla figlia. La famiglia è coinvolta in un'inchiesta per reati di riciclaggio ed evasione fiscale che vede coinvolta anche l'ex presidente della Camera, Irene Pivetti, a sua volta indagata. A disporre il sequestro preventivo dei beni di Isolani è stato il nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza di Milano su delega del pubblico ministero Giovanni Tarzia, che da diverso tempo indaga sul caso.

Al centro dell'inchiesta complesse operazioni di import-export con la Cina

Al centro dell'inchiesta ci sono delle complesse operazioni di import-export con alcune società della Cina, in cui sono coinvolti l'ex pilota e la Pivetti. Tra le varie attività di esportazione, gli inquirenti stanno indagando sull'acquisto di tre Ferrari Gran Turismo che sarebbero servite per riciclare dei proventi ottenuti tramite un'evasione fiscale. Le forze dell'ordine hanno quindi disposto il sequestro anche di alcuni conti in banche della Svizzera e della Spagna. Le operazioni consistevano in una sorta di vendita, acquisto e rivendita di beni da sottrarre alle indagini del fisco, con cui i coniugi erano indebitati. Secondo le indagini infatti l'ex pilota e la moglie avrebbero simulato la vendita di tre Ferrari, che appartenevano alla loro società, così da evitare tutte le procedure previste dall'Erario per "il mancato pagamento di debiti tributari". In realtà poi i due avrebbero continuato a possedere le auto e a svolgere la loro attività con l'azienda di eventi sportivi spostandola dall'Italia alle Canarie. Questa "simulazione" – che vede coinvolti anche la figlia di Isolani, un notaio e due imprenditori – avrebbe avuto come acquirente una società di Hong Kong che a sua volta le avrebbe rivendute a un'altra società sempre di Hong Kong. La società della Pivetti, la Only Logistics Italia, sarebbe coinvolta nelle operazioni di Isolani nel ruolo di intermediario. Oltre alla vendita delle auto, l'ex pilota avrebbe venduto altri beni al fine proprio di svuotare l'azienda a un'altra società di Hong Kong, riferibile alla Pivetti. Società che poi avrebbe rivenduto al Gruppo Daohe, del magnate cinese Zhou Xi Jian. 

L'inchiesta sulle mascherine in cui è coinvolta Irene Pivetti

L'ex presidente della Camera è coinvolta poi in un'altra indagine, legata però all'import di mascherine. L'inchiesta, che vede come protagonista la "Only Logistics Italia" amministrata proprio dalla Pivetti, riguarda delle mascherine commissionata dalla protezione civile, su cui poi era era stato disposto il sequestro. A occuparsi del caso non solo la procura di Milano, ma anche quelle di Siracusa e Savona che aveva dato inizio alle indagini.