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Chi era Alessio Borelli, il 41enne ucciso in casa a Corsico: l’addetto al call center trovato morto dopo giorni

Alessio Borelli è stato trovato senza vita, ucciso, nel suo appartamento di Corsico (Milano) l’11 luglio. Il 41enne, dopo alcuni precedenti per spaccio come la vendita della droga sintetica usata per il “chemsex”, aveva trovato lavoro in un call center.
Alessio Borelli (foto da Facebook)
Alessio Borelli (foto da Facebook)

Il corpo senza vita di Alessio Borelli è stato trovato nel suo appartamento di Corsico (nella Città Metropolitana di Milano) nel tardo pomeriggio di ieri, sabato 11 luglio. Le condizioni del cadavere fanno pensare che il 41enne fosse già deceduto da giorni, ma solo l'autopsia potrà stabilire con esattezza la data del decesso. Accanto a lui, gli investigatori hanno trovato un coltello da cucina insanguinato, forse lo stesso usato dal suo assassino per ferirlo al torace e al collo, anche se la causa della morte potrebbe essere anche lo strangolamento. Le indagini, condotte dai carabinieri e coordinate dalla pm Ilaria Perinu, sono iniziate con gli accertamenti relativi a un litigio che sarebbe andato in scena alcuni giorni fa nell'abitazione di Borelli.

La nuova vita al call center e l'omicidio

Originario di Treviglio (in provincia di Bergamo), Borelli viveva solo a Corsico in un appartamento all'ottavo piano di un condominio di via Parini. Aveva precedenti per spaccio di piccole quantità di droga, il più importante dei quali risaliva a circa dieci anni fa, quando era finito agli arresti domiciliari per aver venduto sostanze sintetiche che vengono solitamente usate per il "chemsex". Ormai, però, lavorava come addetto al call center per una multinazionale specializzata in servizi di telecomunicazioni.

A chiamare i vigili del fuoco nel tardo pomeriggio dell'11 luglio sono stati alcuni vicini di casa di Borelli, lamentando un forte odore proveniente da casa sua. La porta era chiusa, così i vigili del fuoco sono entrati nell'appartamento calandosi dal tetto e sfruttando una finestra. Al suo interno, il corpo senza vita del 41enne era disteso a terra in sala, in una pozza di sangue e in avanzato stato di decomposizione. Al suo fianco, un coltello sporco di sangue.

La lite a inizio settimana

Quella potrebbe essere la lama usata dall'omicida per procurargli i vari fendenti su torace e collo, ma Borelli potrebbe essere stato anche strangolato, dato che sono stati ritrovati segni in tal senso. Per il momento, la causa esatta del decesso e il giorno in cui questo è avvenuto potranno emergere solo dagli accertamenti che saranno eseguiti nel corso dell'autopsia.

L'ipotesi è che comunque la morta sia sopraggiunta alcuni giorni prima del ritrovamento. Probabilmente mercoledì 8 luglio, giorno in cui secondo alcuni vicini si sarebbe verificata una lite in quella stessa casa. La confusione che è stata trovata nell'appartamento fa pensare che il 41enne abbia lottato con il suo omicida. Gli specialisti della Sezione investigazioni scientifiche del nucleo Investigativo di via Moscova nel loro sopralluogo hanno cercato tracce biologiche ed eventuali impronte digitali nella speranza di poter individuare così chi è entrato di recente in quell'abitazione. Di certo, per il momento, c'è che le chiavi di casa non sono state trovate e che il punto di partenza delle indagini è proprio il passato della vittima.

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