"Con questa opera Milano vuole commemorare il sacrificio degli italiani dell’Adriatico orientale, per non dimenticare un orrore, a lungo negato, che pesa ancora sulle coscienze di tutti". Con queste parole il sindaco di Milano Beppe Sala ha voluto commentare l'inaugurazione, avvenuta stamane 10 ottobre, del "Monumento in ricordo dei martiri delle foibe e degli esuli istriani, fiumani e dalmati". Si tratta di una scultura composta da due blocchi di pietra inseriti uno sull’altro e alta complessivamente 4 metri che si trova in piazza della Repubblica. Il monumento raffigura un uomo in fondo a una foiba, una delle cavità carsiche simili a pozzi, caratteristici del territorio istriano, il cui nome evoca il martirio di migliaia di vittime, civili e militari, che durante e dopo la Seconda guerra mondiale persero la vita uccisi dai partigiani jugoslavi e dalla polizia segreta di Tito.

Simbolo della sofferenza e del martirio di migliaia di vittime

La scultura, come recita Palazzo Marino in una nota, è stata progettata dall’esule istriano Piero Tatricchio. A donarla al Comune è stato il Comitato Pro–monumento, con il contributo di Fondazione Bracco. Palazzo Marino ha realizzato il basamento dell’opera e ha poi provveduto al trasporto e alla sua allocazione in piazza della Repubblica. L'immagine scelta è il simbolo della "sofferenza e del martirio di migliaia di vittime dei tragici accadimenti avvenuti tra il 1943 e il 1954" e intende ricordare "una tragedia riconosciuta dal Presidente della Repubblica" e a cui dal 2004 è dedicata anche una giornata, il Giorno del ricordo, che si celebra ogni anno il 10 febbraio. Sulla scultura è riportata un’epigrafe con la scritta: "A perenne memoria dei martiri delle foibe, degli scomparsi senza ritorno e dei 350.000 esuli dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia".