Il sindaco di Milano Beppe Sala
in foto: Il sindaco di Milano Beppe Sala

Prescrizione per Beppe Sala. Lo hanno stabilito i giudici della quarta Corte d'Appello di Milano in merito alla vicenda legata alla cosiddetta "piastra dell'Expo", per cui Sala – ex commissario unico dell'Esposizione universale di Milano del 2015 – a luglio dello scorso anno era stato condannato a 6 mesi per falso, pena poi convertita in una sanzione pecuniaria da 45mila euro.

L'avvocato del sindaco aveva chiesto di assolvere Sala nonostante la prescrizione

La procura generale aveva fatto ricorso in appello contestando le motivazioni con cui i giudici avevano accompagnato la sentenza: si diceva che Sala avesse "agito per motivi di particolare valore morale o sociale", ma si sottolineava anche che l'allora amministratore delegato di Expo fosse "consapevole delle illecite retrodatazioni". Il reato contestato a Sala era andato in prescrizione a novembre dello scorso anno ma il sindaco finora non aveva deciso se rinunciare – come avrebbe potuto – alla prescrizione e farsi processare anche in secondo grado. L'avvocato di Sala, Salvatore Scuto, durante la scorsa udienza aveva chiesto ai giudici di assolvere Sala anche se il reato era prescritto, scontrandosi però con il procuratore generale Massimo Gaballo che aveva detto: "Se Sala vuole un’assoluzione nel merito rinunci alla prescrizione". Adesso finalmente arriva la parola fine per una vicenda che risaliva al 2012: è in quella data che Sala aveva firmato due verbali retrodatati per sostituire due commissari incompatibili nella gara per la Piastra dell'Expo, l'appalto più importante della manifestazione senza il quale probabilmente l'Expo non sarebbe iniziato nei tempi previsti.