Militari di guardia nel cpr di via Corelli (foto LaPresse)
in foto: Militari di guardia nel cpr di via Corelli (foto LaPresse)

Una parte consistente dei consiglieri di maggioranza di Palazzo Marino si ritroverà oggi a mezzogiorno in piazza Scala, a Milano, per protestare contro la riapertura del Centro di permanenza per il rimpatrio di via Corelli. La struttura, un tempo famigerato Centro di identificazione ed espulsione (Cie), nel 2014 era stata trasformata in centro d'accoglienza straordinaria (Cas), passando così da luogo di detenzione e reclusione a luogo che offriva un riparo e un'occasione di inserimento per gli stranieri in emergenza abitativa, tra cui i tanti profughi siriani che raggiunsero Milano in quegli anni. Nel 2018 il governo giallo-verde (M5s-Lega), col ministro dell'Interno Matteo Salvini, dispose la chiusura del Cas e la successiva riconversione a Cpr, una sorta di carcere in cui vengono detenuti gli stranieri irregolari in attesa di rimpatrio. L'apertura è stata però mantenuta dall'attuale governo Pd-Cinque stelle, col ministro dell'Interno Luciana Lamorgese. E dunque si creerà un cortocircuito: con buona parte del Pd cittadino che protesterà contro il Pd al Governo.

La protesta firmata dai consiglieri di maggioranza

Il Cpr ha ufficialmente riaperto due giorni fa, anche se al momento non ospita ancora persone al suo interno: "In via Corelli, è bene dirselo, sta per nascere un carcere temporaneo per stranieri", ha commentato l'eurparlamentare del Pd Pierfrancesco Majorino. Proprio lui è uno dei firmatari – assieme a Sumaya Abdel Qader, Lamberto Bertolé (presidente del Consiglio comunale), Paola Bocci, Chiara Boeri, Sergio Boniolo, Daniela Caputo, Simonetta D’Amico, Diana de Marchi, Laura Di Donato, Enrico Fedrighini, Simona Ferri, Alessandro Giungi, Marina Melloni, Carlo Monguzzi, Roberta Osculati, Anita Pirovano, Paola Ponte, Marzia Pontone, Giuseppina Rosco, Filippo Rossi, Claudio Santucci, Natascia Tosoni, Chiara Vannucci, Angelica Vasile e Francesca Zanasi – di un "manifesto" di protesta contro l'apertura del Cpr che troverà concreta espressione nel flash mob di oggi: "Una decisione sbagliata e ingiusta, rimane sbagliata e ingiusta a prescindere da chi la prende e la mette in pratica – hanno scritto i firmatari -. E perciò, come ci siamo fortemente opposti al provvedimento dell’ex Ministro Salvini con cui, ormai quasi 2 anni fa, veniva disposta la chiusura del Cas di Via Corelli, per trasformarlo in un Cpr, così oggi censuriamo nella maniera più ferma possibile la decisione dell’attuale Governo di permettere che il CPR apra. È grave – prosegue la nota – che il Governo non senta la necessità di impedire che entri in funzione un carcere amministrativo (questo nei fatti è un Cpr) in cui persone che non hanno commesso reati possano rimanervi detenute per un periodo lungo fino a 6 mesi".

Contro l'apertura del Cpr di via Corelli si è schierata anche la rete milanese di “Io accolgo”, alla quale aderiscono numerose realtà e associazioni. "I Cpr sono strutture figlie di una visione unicamente autoritaria e securitaria del fenomeno migratorio – hanno scritto in una nota -. Si ripropone un modello fallimentare che necessita essere superato. Negli anni, cambiano i nomi, ma la sostanza non muta: prima chiamati Cpt, centri di permanenza temporanea, poi Cie, centri di identificazione ed espulsione e poi ancora Cpr, centro di permanenza per il rimpatrio, sono di fatto grandi strutture dove possono essere trattenute persone straniere private della libertà, pur non avendo compiuto alcun reato". Il flash mob di oggi è la prima di una serie di proteste già annunciate contro l'apertura della struttura: un'altra, organizzata dalla rete "Mai più lager – No Cpr", è in programma per venerdì 2 ottobre alle 18.30 davanti alla Prefettura di Milano.

Il sindaco Sala: Non contesto decisione del governo, ma troppi 90 giorni di permanenza

E al prefetto si è indirettamente rivolto anche il sindaco di Milano Beppe Sala che ieri sera, in occasione della presentazione del libro di Franco Bernabè "A conti fatti" alla Fondazione Feltrinelli, ha detto: "Non voglio contestare la decisione del Governo e mi voglio fidare della gestione del Prefetto, però qualcosa da puntualizzare c’è: innanzitutto Milano è sempre stata molto attiva con i rimpatri. Dalla Prefettura, a parte quest’anno che è stato un po’ anomalo, ho sempre ricevuto dei numeri significativi. Quindi non è vero che noi non facciamo rimpatri. Secondo aspetto è che una volta che è aperto deve funzionare in un certo modo. Quindi è necessario che le tutele ci siano. Ho già detto al Prefetto che nel momento in cui il sistema è messo in funzione ed è a regime vorrò visitarlo con lui per rendermi conto della situazione". Sala ha poi aggiunto che i 90 giorni di permanenza degli stranieri nei Cpr "sono troppi: se è un centro per il rimpatrio non credo che si possa andare oltre i 30 giorni. Quindi anche di questo parlerò con il Prefetto".

L'opposizione: La maggioranza ha idee confuse

A favore dell'apertura del Cpr e critica verso l'atteggiamento della maggioranza è l'opposizione di centrodestra a Palazzo Marino: "La maggioranza di Palazzo Marino dimostra ancora una volta di non avere le idee chiare – ha dichiarato in una nota l'europarlamentare milanese di Fratelli d'Italia Carlo Fidanza – Il flash mob contro la riapertura del Cpr di via Corelli dimostra che il centrosinistra non solo ripudia una decisione assunta dal governo del suo stesso colore politico, ma mette in discussione una misura necessaria per dare maggiore forza alla lotta contro l'immigrazione clandestina. L'attuale amministrazione di Milano conferma di non avere a cuore la città e di non capire i reali problemi dei cittadini, costretti a vivere nell’insicurezza dal centro alle periferie". Mentre di sinistra "pericolosa" e contro la legge parla il capogruppo della Lega a Palazzo Marino, Alessandro Morelli: "Beppe Sala ha una maggioranza contraria ad uno strumento messo a disposizione di magistratura e questura per far rispettare leggi sull'immigrazione che la stessa sinistra ha messo in pratica al governo".