Il reparto di Cardiologia dell'ospedale Sacco di Milano è stato svuotato a causa di un focolaio di Covid-19: sono risultati positivi un medico, venti infermieri e cinque pazienti che al momento non presentano gravi sintomi e sono stati trasferiti nel reparto di Infettivologia. La notizia ha destato parecchio scalpore considerato che la struttura è uno dei simboli della lotta al Covid. In queste ore, secondo quanto riportato da Agi, il focolaio non sarebbe stato provocato da un contagio esterno – come confermato dall'ospedale a Fanpage.it – ma sarebbe stato incentivato dall'utilizzo di mascherine non idonee fornite da Regione Lombardia. 

L'ospedale a Fanpage.it: Mascherine utilizzate sempre state conformi

Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa da ieri 21 ottobre – quando è scoppiato il cluster – il primario Maurizio Viecca avrebbe iniziato a distribuire agli operatori sanitari dei dispositivi di protezione a norma perché su quelle consegnate dall'ospedale non lo sarebbero. Dal canto suo, l'ospedale smentisce quanto riportato confermando a Fanpage.it che "le mascherine utilizzate nel reparto di Cardiologia della Asst sono e sono sempre state conformi. Si sottolinea inoltre che non sono mai mancati in azienda i dispositivi di protezione individuale e che attualmente sono presenti in giacenza oltre 100mila mascherine Ffp2 e 26.000 Ffp3". L'ospedale inoltre sottolinea che il professor Viecca conferma di aver utilizzato sempre tutti i dispositivi necessari per la sicurezza dei professionisti e dei pazienti. La struttura ha più volte precisato che il contagio sia avvenuto all'esterno e non all'interno dei reparti: un'infermiera infatti aveva presentato alcuni sintomi influenzali, dopo l'esito del tampone sono scattate tutte le procedure tra cui sottoporre ai test colleghi e pazienti.