Nuovo stadio di San Siro
22 Ottobre 2021
11:54

Milano, assessore Grandi a Fanpage: “Non sappiamo se Inter e Milan hanno i soldi per il nuovo stadio”

Dallo stadio agli scali ferroviari, passando per Area B e il potenziamento del trasporto pubblico, fino al mantenimento dello status di città europea che attragga giovani a basso reddito. Il neo assessore all’Ambiente di Milano, Elena Grandi, ha spiegato a Fanpage.it su cosa l’Amministrazione Sala bis lavorerà nei prossimi cinque anni con l’apporto dei Verdi, da lei rappresentati.
A cura di Filippo M. Capra
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Fresca del suo primo consiglio comunale da assessore all'Ambiente, Elena Grandi, eletta in quota Verdi, ha incontrato Fanpage.it per parlare dei grandi temi che il suo assessorato, così come l'Amministrazione tutta, dovrà affrontare e sviluppare nei prossimi cinque anni.

Innanzitutto: assessore o assessora? 

Mi è totalmente indifferente, anzi credo che questa "a" finale sia una diminutio invece che una valorizzazione del ruolo di noi donne.

È emozionata per il ruolo che il sindaco Sala le ha affidato? 

Molto e sono contenta anche per il grande risultato che i Verdi hanno avuto. È questo il momento per lavorare insieme a Sala per una transizione ecologica che deve accelerare. Ho una delega importante. Sono contenta poi che l'Ambiente non sia sotto all'Urbanistica. Questo significa che per la città di Milano l'ambiente sarà un focus importante nello sviluppo dei prossimi anni. Il verde è un'infrastruttura importante della città.

Che percorso si è imposta di coprire da qui a cinque anni? 

È una domandona. La crisi climatica e ambientale deve essere quantomeno mitigata. E poi c'è l'occasione del Pnrr che fornirà risorse economiche importanti per favorire il passaggio. Ovviamente offrendo progetti credibili e realizzabili.

Cosa comprende la transizione? 

Non solo mobilità o clima, anche sociale. L'accessibilità, i trasporti: deve essere una città per tutti.

E per quanto riguarda gli scali ferroviari? Quello di Porta Romana è già stato criticato per le colate di cemento. 

Penso che sugli scali le partite siano ancora tutte aperte. Lo scalo Romano è il primo perché è legato al Villaggio Olimpico. Ovviamente noi auspichiamo sempre e comunque una parte di verde pubblico che abbia un ruolo centrale e non di contorno. Ogni spazio aperto deve essere connesso così che il cittadino possa percepire di avere luoghi in cui stare e dove respirare. La sfida degli scali è all'inizio e noi saremo partecipi su ognuno di essi. Lo scalo Farini ha un grande potenziale per l'interconnessione con zone come la Bovisa e bisogna sfruttarlo.

Milano è sempre stata definita la città più europea d'Italia. La nuova lettura di questo paragone può ritrovarsi nello sviluppo sostenibile ed ecologico? 

Milano è europea perché è proiettata in Europa. È sempre cresciuta e ha fatto dell'attrattività il suo focus ma bisogna mantenere l'attenzione sul concetto in sé. Il nostro sindaco è vice presidente del C40 e di comune accordo con le grandi città europee si studiano nuovi modelli di sviluppo che siano a impatto zero e sostenibili. È una bella sfida lavorare con città considerate modello proprio come la nostra. E poi dobbiamo continuare ad attrarre i giovani con stipendi bassi che possono trovare casa.

In merito a questo, Casa.it ha appena stilato un rapporto in cui si evince che, in media, a Milano servono più di 400.000 euro per un trilocale. Come si può attrarre chi ha uno stipendio basso se i prezzi sono così elevati? 

Bisogna lavorare sulle politiche della casa, su affitti e proprietà. Bisogna ragionare su case destinate a chi ha un reddito più basso. Penso che l'assessore Maran avrà un bel po' da fare.

Altro macrotema: lo stadio. La neo assessore allo Sport Riva ha detto che serve accelerare, l'Urbanistica che c'è uno studio e non un progetto e lei che lo stadio non è una priorità ma, anzi, si può rinnovare l'impianto corrente. Come troverete una quadra? 

Secondo me è presto per dirlo perché bisogna capire come si sviluppano le trattative con le squadre, che il sindaco incontrerà prossimamente. Noi non sappiamo quanto Inter e Milan siano in grado di spingersi e se il loro progetto sia sostenibile economicamente anche per loro. Ovviamente sappiamo che ci sono progetti di ristrutturazione di San Siro che possono essere recuperati e integrati. Noi pensiamo che un intervento di questo tipo sia eccessivo in quel quartiere che può essere valorizzato diversamente dalla costruzione di centri commerciali.

Teme che i club non possano permettersi lo stadio?

Non so quale sia la loro situazione finanziaria, so che non c'è una situazione esattamente trasparente sulle condizioni economiche delle squadre.

Condizioni propedeutiche sulla costruzione dell'impianto e di tutto il resto. 

Assolutamente e infatti sono certa che il nostro sindaco sarà molto attento e serio in merito a questo. Sa benissimo che non possiamo lanciarci in un'avventura se non c'è una garanzia.

Crede che Inter e Milan lascino Milano?

Sappiamo che le squadre hanno un potere di contrattazione importante anche se non credo che lasceranno Milano. L'area ex Falck di Sesto San Giovanni è li da tempo ma non mi pare ci siano sviluppi in tal senso.

Fratelli d'Italia proponeva di mantenere le due strutture. 

Improponibile perché uno dei due impianti resterebbe per forza di cose inutilizzato. Milano non se lo può permettere. Non si è mai vista una città con due stadi uno affianco all'altro.

Intorno allo stadio intanto si sta lavorando: le nuove terme sono in costruzione, ma sono state abbattute le case dei fantini. E sono già nate diverse proteste sulle case dei poveri distrutte per quelle dei ricchi…

La nostra idea è quella di mantenere e recuperare il vecchio, che dà identità alla città, dovrebbe essere sempre davanti a quella di costruire il nuovo. Un esempio è il piano per il recupero dell'ex macello dietro Porta Vittoria e sarà un modello di come recuperare il vecchio valorizzandolo. È questo il futuro di Milano.

E quale sarà il futuro di Area B?

Dobbiamo renderla il più efficace possibile sapendo che non possiamo penalizzare nessuno. Dobbiamo rendere i milanesi e tutti coloro che vengono in città per lavorare in grado di non dover entrarvi con l'auto. Per farlo bisogna fornire un servizio di trasporto pubblico adeguato che a Milano già abbiamo. Quindi è un problema prettamente regionale.

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