Foto di repertorio
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"Affrettatevi, fate di più e fate meglio perché quello che è successo a mia madre non debba succedere a nessun altro": a scriverlo in un post su Facebook è Carla Condorelli, una cittadina lombarda la cui madre – disabile grave – è morta l'11 aprile a causa del Covid-19. La dura lettera aperta è indirizzata al presidente di Regione Attilio Fontana, alla vicepresidente e assessora al Welfare Letizia Moratti e all'assessora alla Famiglia Alessandra Locatelli.

Il contagio e poi la morte

La madre della donna era affetta da una gravissima malattia neurodegenerativa che aveva portato l'Agenzia per la tutela della salute a dichiararla una "disabile grave": "A causa della patologia – racconta la figlia – mia madre necessitava di assistenza continuativa". Il 25 marzo, la 68enne risulta positiva al Covid probabilmente contagiata dai suoi stessi caregivers. A causa dell'isolamento domiciliare, l'intera rete di aiuto viene meno. Il fisioterapista – nonostante fosse già vaccinato – sospende tutte le sedute e l'unica persona che riesce a seguirla è il medico di base: "Sebbene anch'egli completamente inerme e in balia di protocolli fumosi" scrive ancora la donna che si domanda: "Mi chiedo (e ancora una volta vi chiedo): è giusto che un disabile, pur se positivo, sia costretto a rinunciare a quegli interventi che sono essenziali per evitare il peggioramento della propria disabilità?".

La 68enne muore l'11 aprile, due giorni dopo che Regione apre le prenotazioni per le persone fragili. E su queste, la donna non risparmia nessun attacco: "Voi tutti destinatari di questa lettera avete il dovere morale e politico di spiegare per quale motivo avete deciso che il rischio corso dai fragili ospedalizzati fosse superiore rispetto a quello corso dai fragili curati al proprio domicilio e che, pertanto, questi ultimi potessero attendere nella somministrazione del vaccino". Alla luce di tutto questo la figlia chiede quali priorità nei programmi siano state date ai fragili curati al proprio domicilio: "Ve lo dico io. Nessuna.Questi malati invisibili voi li avete dimenticati, sottraendovi ai vostri doveri istituzionali e lasciando che fossimo noi famiglie a colmare quel vuoto di tutela che voi non avete saputo garantire". L'amarezza generata da quanto vissuto è esplicata totalmente nelle conclusioni della lettera: "Come se non bastasse, oggi sono costretta a leggere sulle pagine di tutti i giornali e di tutti i social manifestazioni di compiacimento e soddisfazione, da parte vostra, per gli "straordinari" passi in avanti che finalmente starebbe facendo la campagna vaccinale in Lombardia.In tutta onestà: state semplicemente svolgendo il vostro lavoro e il vostro dovere, con colpevole e imperdonabile ritardo".

Usuelli: Nessuna priorità ai disabili nei programmi di Regione

Tra coloro che hanno risposto alla lettera della donna c'è il consigliere regionale di +Europa/Radicali, Michele Usuelli. Per il consigliere, il motivo concreto per cui la madre non è stata vaccinata in tempo "è nascosto in un faldone, chissà in quale cassetto o cartelletta di un computer in qualche stanza della regione". E proprio sul tema, Usuelli domanda: "Dove sono i dati dei disabili gravi, che Regione possiede?". Secondo il consigliere la decisione di vaccinare prima i fragili ospedalizzati e poi quelli a casa è dovuto al fatto che i primi "erano facili da trovare. Quelli a casa, come la sua mamma andavano cercati in elenchi che erano già in possesso di Regione e tali elenchi andavano inseriti in una portale vero. Quel portale Poste lo aveva messo a disposizione da gennaio. Il Direttore di Aria, in commissione Bilancio, mi ha risposto che la decisione di non usarlo subito fu presa in Unità di crisi. Mai nessuno ci ha spiegato chi fosse il responsabile di tale decisione, né sappiamo l’organigramma della unità di crisi". Per il consigliere probabilmente a capo c'era il dottor Bertolaso. Usuelli condivide infine il fatto che non sia stata data nessuna priorità ai disabili nei programmi e negli interventi dei servizi pubblici e conclude affermando: "Vorrei sottolinearle che l’unico vero miglioramento concreto nella gestione Covid di questo periodo, è coinciso con il primo vero ed unico atto di umiltà della giunta: su Aria abbiamo sbagliato, passiamo a Poste".