Sono in tutto 26 le persone che si sono servite del reddito di cittadinanza senza averne diritto e ora mascherate dalla Guardia di Finanza di Mantova. L'attività investigativa delle Fiamme Gialle ha permesso di individuare un gruppo di destinatari del sostegno economico, tutti ritenuti dei "profilo a rischio": per ogni singolo sospettato poi sono scattati gli accertamenti. Fino a confermare l'illecito per 26 di loro, sia italiani che stranieri, che ora dovranno restituire allo Stato oltre 260mila euro: tra questi, un cittadino iscritto all'elenco degli italiani residenti all'estero; un proprietario di 5 immobili in provincia di Cremona e mai dichiarati; e un titolare di due ben partite Iva senza mai presentare una dichiarazione dei redditi. E ancora: una persona risultata irreperibile dai finanzieri e altri quattro scommettitori su piattaforme online che non hanno mai informato lo Stato delle loro consistenti vincite. A questi ultimi è stato disposto l’assoluto "divieto di utilizzo del beneficio economico per giochi che prevedono vincite in denaro o altre utilità", come precisano dalla Guardia di Finanza.

Percepiva il reddito ma era destinatario di 11 conti di gioco

Nel dettaglio ognuno dei giocatori d'azzardo è stato constatato di essere titolari "di numerosi conti di gioco utilizzati per effettuare migliaia di scommesse online per importi complessivi decisamente incongruenti rispetto alla prospettata condizione di indigenza". In un caso, uno dei percettori del sussidio era intestatario di ben 11 conti di gioco. Mentre invece tutti avevano dichiarato di possedere risorse finanziarie depositate sui conti bancari per cifre molto più basse. Infine, i militari delle Fiamme Gialle hanno individuato tre beneficiari che avevano omesso di dichiarare che erano detenuti in carcere ricevendo così ancora il sussidio.

Rischiano una condanna a sei anni

Ora tutti e 26 rischiano una pena massima di 6 anni. Intanto, nell'attesa di una sentenza del Tribunale di Mantova, l'Inps ha provveduto a revocare il bonifico e a recuperare la somma indebitamente percepita quantificata complessivamente in oltre 260mila euro.