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22 Febbraio 2021
11:30

Mantova, ex candidato sindaco choc su Liliana Segre: “Mai visto suo tatuaggio dei lager”

L’ex candidato sindaco di Mantova alle elezioni 2020 ha commentato un post di Facebook, riguardante la senatrice a vita Liliana Segre, mettendo in dubbio il suo essere stata prigioniera nei lager: “Della signora non ho mai visto il tatuaggio interno (per le donne, esterno per gli uomini) del campo di concentramento – scrive -. Oramai lo sanno tutti che è alquanto “strano” oltre ad altre 1000 incongruenze”.
A cura di Ilaria Quattrone
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Liliana Segre, la senatrice a vita e testimone della Shoah, negli ultimi anni è tra le persone maggiormente colpite da insulti e minacce. In questi giorni hanno fatto notizie le parole ricevute da alcuni haters su Facebook dopo che le pagine di diverse istituzioni regionali lombarde hanno riportato la foto della Segre durante la somministrazione del vaccino anti-Covid a Milano. Insulti che hanno spinto la Procura del capoluogo meneghino ad aprire un fascicolo per il reato di minacce aggravate dall'odio razziale. E se da una parte c'è chi continua a rivolgere parole inqualificabili alla Segre, dall'altra ci sono stati tanti cittadini, politici e amministrazioni comunali che hanno espresso vicinanza alla senatrice scegliendo di concederle la cittadinanza onoraria. Tra queste troviamo il Comune di Viadana, in provincia di Mantova. E proprio quanto accaduto durante un consiglio comunale a Viadana ha aperto discussioni e polemiche tra alcuni utenti di Facebook. Alcuni giorni fa è stata infatti respinta una mozione di solidarietà nei confronti della senatrice, presentata a gennaio 2021 sempre per degli insulti ricevuti. Una notizia, riportata da diverse testate locali, che ha generato un fiume di commenti e reazioni.

Il commento dell'ex candidato sindaco di Mantova

Tra questi troviamo quello dell'ex candidato sindaco di Mantova Roberto Biasotti. Il trainer motivazionale esprime la sua visione di idee sull'esperienza vissuta da Liliana Segre: "Della signora non ho mai visto il tatuaggio interno (per le donne, esterno per gli uomini) del campo di concentramento – scrive commentando la notizia riportata dal giornale OglioPoNews -. Oramai lo sanno tutti che è alquanto "strano" oltre ad altre 1000 incongruenze. Per questa volta ok per la decisione… (ma un po' di ricerche??)", scrive alludendo al fatto che la senatrice non abbia mai vissuto realmente l'Olocausto.

Le posizioni negazioniste

Ma Biasotti non è nuovo a questa tipologia di idee. Lo speaker è stato candidato sindaco alle elezioni 2020 – dove ottenne appena lo 0,2 per cento con la lista civica "Viva Mantova" –  e durante la campagna elettorale, in diverse interviste, ha parlato della sua contrarietà all'installazione delle antenne 5G, da sempre un tema molto caro a coloro che vengono definiti "negazionisti". E non è difficile trovare anche posizioni di contrarietà nei confronti della gestione della pandemia e della sua esistenza stessa: una posizione che riporta anche nei commenti sotto il post, in cui etichetta chi lo critica e chi suggerisce di mantenere posizioni in linea con la normativa anti-Covid, come "covidiota" suggerendo di fare ricerche e di distaccarsi da ciò che i giornali e le televisioni riportano definendo spesso questa pandemia come "una farsa".

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